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 Come aiutare il bambino ad alleviare il disagio della dentizione

Come aiutare il bambino ad alleviare il disagio della dentizione

La costituzione o terreno di base del bambino influenza molto l’andamento della dentizione. Inutile starne a descrivere i sintomi, se il vostro bambino è fra quelli che accusano fastidio in questo passaggio della vita, ve ne sarete già resi conto da voi, senza che io stia ad elencarne le manifestazioni che sono solitamente:

  • fastidio e facile irritabilità
  • sensibilità alle gengive e bisogno di avere sempre qualcosa in bocca
  • aumentata suzione nelle ore notturne a causa di difficoltà a dormire per un tempo prolungato
  • rifiuto del cibo che non sia il seno o il latte in formula
  • salivazione aumentata e arrossamento del viso
  • arrossamento del sederino
  • feci tendenti al verde e un pò schiumosette
  • febbricola

Gli aiutanti del bebè:

  • le manine portate sempre alla bocca per premere  sulle gengivine. Cercate di tenerle pulite e non stressateli inutilmente cercando di impedirglielo.
  • impacchi con tisana di malva tiglio e altea raffreddata:   imbibire una garzina con la tisana e massaggiare con delicatezza la gengiva dolente. 
  • impacchi con bicarbonato: sciogliere un cucchiaino abbondante di bicarbonato in mezzo bicchiere di acqua fredda, bagnare bene una garzina e massaggiare la gengiva dolente.L’azione lenitiva del bicarbonato riporterà il pH corretto.
  • la collanina d’ambra, è un consiglio della antroposofia che ci arriva dagli insegnamenti di Rudolph Steiner.  Questa ambra è una resina, che non deve essere messa in bocca dal bambino poiché la sua funzione si esplica grazie alla sua capacità di rompere i campi magnetici. Nel bambino in corso di dentizione, le cellule infiammate trattengono i liquidi creando campi di tensione, che premendo sulle mucose generano dolore. L’ambra rompendo questi campi scioglie queste tensioni rendendo il bimbo meno sofferente, più calmo e facilitandone il sonno.
    Nuove ricerche hanno constatato come le vibrazioni intermolocolari del calcio siano molto simili a quelle dell’ambra. Pertanto la vibrazione armonica dell’ambra aiuta il calcio a depositarsi sul dentino in formazione, che diviene più forte e fuoriesce più facilmente da una gengiva meno infiammata. Se poi consideriamo l’innumerevole quantità di campi elettromagnetici (telefonini, computer, ecc.) che al giorno d’oggi circondano i nostri bimbi, questa  bella collanina si pone come un rimedio protettivo. Per prevenire incidenti bisogna acquistare collane fatte apposta per la dentizione, a misura di bimbo piccolo, in cui non possa impigliarsi, con chiusura a vite, con le perle legate a doppio nodo singolarmente, in modo da non poter scivolare via in caso di rottura.
  • gel da applicare sulla gengiva: gel Weleda alla ratania (purtroppo contiene un po di alcol) oppure Chamodent baby gel di Mama Natura con estratto di malva, ricco in mucillagini acido ialuronico butirrato estremamente benefico, promuove l’idratazione, limita il processo irritativo anche grazie all’estratto di camomilla e dal pantenolo, dalle proprietà emollienti. Non contengono anestetici locali, sono senza zuccheri, glutine e ftalati
  • Il rimedio omeopatico Calcarea carbonica (o Calcarea carbonica ostrearum o Calcium carbonicum Hahnemanni). Il carbonato è il minerale di calcio più abbondante in natura. É il rimedio per la dentizione difficile del lattante,  ma è anche un rimedio di terreno che agisce sulle forze vitali dell’organismo. Nel bambino con problemi di dentizione ci aiuta a riequilibrare l’assorbimento del calcio, inoltre è interessante in quanto agisce ad ampio spettro sia sulle ossa che sulle articolazioni, nonché sulle ghiandole linfatiche, sulla pelle, nell’apparaoi digerente, respiratorio e urinario (si consiglia anche per il bambino che soffre di enuresi).
  • quasi ultima, causa difficile gestione,  la radice di iris (o radice di viola) che vanterebbe proprietà antiinfiammatorie ed antidolorifiche qualora gradita e tenuta in bocca. Purtroppo sia con i miei figli che in tanti anni di lavoro con i bambini, non ho sentito molti  commenti positivi nell’uso di questo rimedio. Sarei ben contenta di esser contraddetta da qualche mamma.  
  • un po di sollievo dalle verdure fredde da succhiare  (carote, sedano, finocchio raffreddati in frigo), ma anche spicchi di mela o arancio o mandarino sempre da frigo (tutto il frutto intero).  Qualora dovessero già esserci alcuni dentini potreste sempre ricorrere all’apposita retina contenitiva così da non dover sempre essere in ansia, per i pezzetti pericolosi che il bambino potrebbe staccare.

COSA EVITARE:

  1. gli anelli da dentizione potenzialmente tossici contenenti ftalati.
  2. gli anelli da dentizione in legno che non abbiano chiaramente indicato in etichetta di essere di legno naturale e non trattato.
  3. il miele rosato, almeno sotto l’anno di età
  4. tachipirina o altri antidolorifici epatotossici …… mi rifiuto di argomentare…. dovrei farlo?

        

L’eczema (o dermatite atopica) è una patologia della pelle triplicata nei paesi industrializzati negli ultimi tre decenni, che può manifestarsi sul viso, dietro alle ginocchia, nei polsi, sulle mani o sui piedi. Quasi sempre è accompagnata da prurito. Spesso l’area interessata appare arrossata, infiammata e può arrivare ad infettarsi. Anche se non se ne conoscono esattamente le cause,  assistiamo ad un  continuo aumento dei casi di malattie allergiche (atopiche),  di pari passo alla diminuzione  delle malattie infettive (nelle società occidentali). 

Le ricerche dimostrano come l’eczema abbia una chiara componente genetica, dato che bambini con genitori che hanno entrambi l’eczema, l’asma o la febbre da fieno, hanno più possibilità di sviluppare condizioni atopiche/allergiche.

Con questo articolo vorrei darvi la mia visione, maturata in  anni di approccio al rinforzo del “terreno” individuale, anziché alla rimozione del sintomo (ambito medico non di mia competenza). Un approccio che tiene conto dell’impatto dello stile di vita (fenotipia), rispetto le individuali  predisposizioni genetiche (genotipia).

Premesso che la Naturopatia si impegna a trattare le cause della malattia e non i sintomi, prima di valutarne le opzioni cosiddette “alternative”,  vorrei fare una breve panoramica delle proposte offerte dalla nostra medicina occidentale. Tali opzioni di trattamento sono limitate e, alcune di queste, riportano effetti collaterali. Le due principali opzioni sono la terapia emolliente – creme idratanti – e pomate di steroidi topici, che sopprimono la risposta immunitaria della pelle. Gli steroidi topici sono i più utilizzati ed in casi con sintomi gravi, trovo il loro uso giustificato.  

Cause scatenanti l’eczema

Ansia e stress, climi aridi, agenti irritanti, allergeni e infezioni sono tutte cause scatenanti dell’eczema. Le allergie alimentari e l’introduzione prematura del cibo sono grandi responsabili. Il 35-40% dei bambini con eczema ha allergie alimentari. Le uova costituiscono l’allergene più comune, insieme a latte, arachidi, soia, grano, pesce, crostacei, noci e agrumi – tutti insieme costituiscono il 90% delle allergie alimentari dei bambini con eczema.

Quando va via?

Circa il 50% dei bambini non dovrà più preoccuparsi dell’eczema a partire dai 2 anni e l’80% a partire dai 5 anni. Ma non esiste una “cura” per l’eczema, eccetto ridurre gli episodi e controllare la malattia con lo stile di vita.

Prevenzione

La prevenzione è la più grande arma a disposizione!!! I bambini nascono per essere allattati. Il latte materno contiene centinaia di sostante non contenute nel latte in polvere e vitali per il normale sviluppo e attività del sistema immunitario del bambino. Il latte materno contiene acido gamma-linolenico, particolarmente importante per i bambini in famiglie con problemi di eczema. Test recenti hanno scoperto che i bambini allattati al seno hanno ridotto o ritardato l’insorgenza di malattie atopiche come eczema, allergie e asma, concludendo che l’eczema tende a presentarsi maggiormente nei bambini allattati con il biberon.  

Ipotesi dell’igiene

Una interessante ricerca ha mostrato che i bambini con scarsa igiene hanno un minore rischio di sviluppare l’eczema, cosÏ come i bambini che bevono latte non pastorizzato (quello di mamma per intenderci!!!). Queste scoperte sono in linea con la teoria chiamata “Ipotesi dell’Igiene”, la quale postula che una mancanza di prematura esposizione ad agenti infettivi, batteri e parassiti durante l’infanzia, aumenti la predisposizione alle malattie allergiche, sopprimendo il naturale sviluppo del sistema immunitario. I nostri ambiente eccessivamente puliti del mondo industrializzato potrebbero ritorcersi contro di noi. Questa teoria deve essere ancora affermata come causa dell’eczema, ma è certamente qualcosa da tenere in considerazione. Così some il tipo di parto. Un parto cesareo aumenterà le possibilità di predisposizioni allergiche\atopiche.

Considerazione Naturopatica dell’Eczema

Nel mondo della medicina alternativa si ritiene che l’eczema ereditario sia collegato a un disturbo del modo in cui il corpo agisce sugli acidi grassi. E’ stato individuato, nelle persone con eczema,  un problema con l’enzima chiamato delta-6-desaturase, cruciale per la conversione degli acidi grassi omega-6 in vari altri acidi grassi importanti. Nelle persone che hanno tale predisposizione genetica, l’abuso di alimenti raffinati e grassi saturi può diventarne una causa altamente scatenante. Si ritiene, inoltre, che anche le allergie alimentari giochino un ruolo importante nell’insorgere dell’eczema. Molti studi ipotizzano come probabile cause scatenante l’enorme aumento del consumo di latte di mucca proveniente da allevamenti intensivi e l’incremento dei consumi di liofilizzati e  di uova  provenienti dalle batterie lager degli allevamenti delle galline ovaiole. Uno studio ha mostrato un miglioramento dell’ 80% nei bambini che hanno sospeso questi cibi per 4 settimane reintroducendoli molto lentamente e solo di qualità; seguendo  particolari accorgimenti altrimenti la dieta eliminativa, senza un lavoro sull’intestino, resta fine a se stessa e per niente risolutiva.

Trattamenti Naturopatici per l’Eczema

Allergia Alimentare: occorre individuare le eventuali allergie alimentari e rivedere un piano alimentare di riequilibrio del GUT, tessuto intestinale. No alle diete eliminative fai da te; personalmente collaboro con un centro specializzato e con nutrizionisti all’uopo preparati e posso testimoniare apprezzabili risultati.  Questo primo punto è di fondamentale importanza per trattare l’eczema. Raccomando sempre di eseguire questo percorso esclusivamente sotto la supervisione di un nutrizionista, coadiuvato eventualmente da una figura educativa (naturopata), in particolare con i bambini, che hanno bisogno del giusto apporto di vitamine e minerali per una corretta crescita. Per esempio, quando eliminiamo prodotti caseari e uova nelle diete dei bambini senza sapere come compensare i loro nutrienti, si potrebbe compromettere la loro crescita. Allo stesso modo, alcuni bambini con casi gravi di eczema tendono a diventare più allergici al cibo quando viene rimosso dalla dieta e poi reintrodotto senza opportuni accorgimenti; ci sono stati casi di reazioni allergiche particolarmente pericolose. Quindi questo approccio potrebbe non essere sempre sicuro. L’importante è trovare uno specialista qualificato che supervisioni e guidi il cambiamento alimentare.

Spesso le persone con eczema scoprono dai test dell’allergologo gli alimenti IgE. Vi sono poi anche i test di “intolleranza”  che riscontrano gli alimenti IgE. Anche questi test possono rivelarsi utili nella riduzione dei cibi che scatenano l’eczema. Un mio docente della scuola CNM (College of Naturopathic Medicine), il prof.Speciani, ha messo appunto un apposito test in grado di rilevare specifiche citochine pro infiammatorie ed i relativi cibi che ne innescano tali meccanismi.

Acidi Grassi: Come già detto, le valutazioni biochimiche delle persone che soffrono di eczema hanno dimostrato anomalie del metabolismo degli acidi grassi. Un’integrazione con oli come olio di perilla, olio di semi di girasole, olio di semi di lino, olio di borragine, olio di pesce e olio di semi di canapa, ha dimostrato di avere effetti molto positivi nella riduzione dei sintomi dell’eczema. Ognuno ha differenti quantità di acidi grassi essenziali quindi potresti aver bisogno di fare alcune prove prima di trovare quello più adatto. Io spesso uso l’olio di semi di lino insieme a mucillagini e kuzu,  e ho riscontrato ottimi risultati.

Sensibilità al Nickel: Il contatto con il nickel è una nota causa di eczema. L’ingestione di cibi con alto contenuto di nickel o di nickel finito sul cibo dalle pentole di acciaio inossidabile può scatenare l’eczema nelle persone con tale sensibilità. 

Ambiente: Migliorare l’ambiente di casa rimuovendo gli acari della polvere, lavando le lenzuola settimanalmente in acqua calda, evitando la moquette in camera da letto e aggiungendo un umidificatore per contrastare l’aria secca, può aiutare a ridurre i sintomi dell’eczema e diminuire l’insorgenza delle recidive.

Rimedi erboristici: esistono molte erbe utilizzate per supportare del sistema immunitario e per ridurre l’infiammazione. Queste includono la Camomilla e l’Echinacea. Il Centocchio Comune (stellari media) è un’eccellente rimedio rinfrescante per le condizioni di forte infiammazione. L’eczema associato allo stress e all’ansia può trarre beneficio dalle erbe che supportano il sistema nervoso come melissa citronella, camomilla e verbena. L’applicazione topica delle erbe può avere un potente effetto emolliente e può aiutare a risolvere l’infiammazione e l’infezione. In un recente test a doppio cieco è stato riscontrato che il gel di liquirizia offra benefici e il potere antiflogistico della camomilla, sia superiore all’idrocortisone del 0.5%.   Consulta il tuo erborista locale riguardo questi prodotti per vedere se sono indicati per il tuo caso di eczema.  

Bagni: Immergersi in un bagno per 15-20 minuti al giorno aiuta a trattenere l’idratazione. Ma è importante asciugarsi completamente e stendere immediatamente sulla pelle una crema o un unguento emolliente a base naturale, localmente nei punti di maggior irritazione ho verificato ottimi risultati dall’applicazione della pomata Vanda56 della ditta Vanda omeopatici. Dal momento che l’eczema predispone la pelle del tuo bambino ad indebolirsi, questa sarà meno in grado di trattenere l’acqua, causando contrazione e crepe. Spesso consiglio un bagno nella farina d’avena per idratare a fondo la pelle in caso di estremo prurito. Possono essere acquistati pacchetti di farina d’avena da bagno preconfezionati. Per l’eczema umido o infetto, naturalmente oltre a consultare il tuo dottore, per assicurarti che l’infezione sia ben trattata, si ottengono buoni risultati aggiungendo al bagno l’aceto di lavanda e la calendula TM.

L’eczema è in aumento e c’è molto poco che la medicina ufficiale  possa fare per trattarne le cause. Spero che con questo articolo possiate aver ricevuto il giusto input anche per cercare alternative per le quali, peraltro, esistono ricerche che ne mostrano l’efficacia. Perché non  prendere in considerazione alternative naturali?

Queste informazioni sono fornite a mero scopo informativo e non mirano a sostituire i consigli forniti dal tuo medico o professionista della salute. Consulta sempre il tuo medico o professionista della salute prima di prendere medicinali o integratori nutritivi, omeopatici o erboristici e prima di adottare un qualsiasi trattamento per un problema di salute.

Neti Lota

per la Pulizia del Naso

Neti Lota è un recipiente simile ad una piccola teiera, con cui è possibile pratica una semplice ed efficace pulizia del naso, utile sia come rimedio al muco, che a livello preventivo (per i miei bimbi ne ho preso uno ciascuno di plastica). Questa è anche una pratica di purificazione tradizionale nello Yoga: si chiama Jala Neti.

Si riempie la Neti Lota di acqua tiepida, si aggiunge sale a seconda della dimensione della neti lota: in media circa mezzo cucchiaino (valido per un quantitativo di acqua pari a 1/4 di litro) e si mescola, eventualmente scuotendo, finchè tutto il sale non sia sciolto. Il leggero contenuto salino crea una soluzione a ph fisiologico o lievemente alcalino, e impedisce che le mucose nasali assorbano l’acqua. Al contrario, aiuterà a calmare l’acidità dalle mucose infiammate.

Si inclina di lato la testa, quasi in orizzontale, e si appoggia delicatamente il beccuccio della Neti Lota alla narice superiore. A questo punto, aprendo la bocca, l’acqua entrerà nella narice e, dopo aver percorso la parte posteriore del naso, in cui le narici si uniscono, uscira’ dalla narice inferiore. Quando l’acqua è circolata per alcuni secondi, si toglierà la neti lota e si chiuderà, con una leggera pressione del dito, la narice in cui e’ entrata l’acqua. A questo punto, si soffiera’ forte con la narice da cui è uscita l’acqua, portando a compimento un primo ciclo di pulizia. Questo procedimento va ripetuto alcune volte, alternando le narici fino ad esaurimento del contenuto della neti Lota.

Nota Bene: se il naso è otturato, il passaggio dell’acqua in un primo momento non potrà avvenire. In questo caso, non desistere! Lo stimolo costituito dall’acqua salata e calda è molto utile per sciogliere eventuali tappi di muco e darà un beneficio significativo, anche se non sempre potrà riprisitnare il passaggio in entrambe le narici. A volte il beneficio maggiore arriva solo dopo, durante l’ora successiva alla pulizia. Se proprio il naso non vuole saperne di aprirsi, si può ripetere l’operazione dopo alcune ore.

I benefici della Pulizia del Naso con Neti Lota

Pur essendo una antica pratica yogica, tra le numerose attività di purificazione quotidiana nella via dello Yoga e dell’Ayurveda, questa pratica può essere usata sia come mantenimento del benessere che come efficace rimedio sintomatico. In generale contribuisce fortemente a rimuovere il muco, i batteri e gli allergeni dalle vie respiratorie superiori. Tonifica le mucose nasali stimolando i nervi olfattivi e i nervi che inviano impulsi al viso, stimolando anche il cervello e la propriocezione, con miglioramento della funzionalità ghiandolare e tissutale dell’area del viso.

Se praticata con continuità, Jala Neti aiuta a prevenire raffreddori e sinusiti e migliora la respirazione consentendo di svolgere al meglio le pratiche di Pranayama. Gli antichi Rishi affermavano che questa pratica migliora anche la vista generando la chiara visione. Per questo andrebbe fatta un paio di volte la settimana, vi è anche chi la pratica quotidianamente.

So per esperienza che Jala Neti può diventare un momento giocoso oltre che utile nella cura dei bambini, ed è in questi termini che va proposto ai piccoli: in modo aperto, e senza mai forzarli o indurli con leve psicologiche a fare quello che in un determinato momento li spaventa o sentono come invasivo (questo ovviamente vale per tutto non solo per questa pratica).

Avvertenze e consigli:

  • Non effettuare questa pratica se prima non ti è stata mostrata da un insegnante.
  • Se nell’acqua vi è troppo poco sale, si sentirà’ immediatamente una sensazione di bruciore; invece, se il sale è eccessivo, dopo la pratica non avremo la sensazione di freschezza che essa normalmente genera.
  • Verifica prima che la temperatura dell’acqua non ti scotti o che non sia troppo fredda.
  • La Neti Lota permette che l’acqua entri nel naso a caduta libera, senza pressione aggiunta: sono assolutamente da evitare metodi per aumentare la pressione, o l’inserimento di corpi estranei nelle narici. Occorre usare la lota, che viene appoggiata delicatamente alla narice. Eventualmente, come rimedio sintomatico e a proprio personale giudizio, si può giocare un po’ sulla temperatura dell’acqua e sulla quantità di sale, per ottenere un effetto più forte.
  • Accertati sempre che l’acqua che usi per la pratica sia pulita ed igienica: non usare acque di fiumi, mari, o altro di cui non si abbia la certezza della potabilita’.
  • Jala Neti è una pratica che se viene fatta con delicatezza, sotto la guida di un insegnante, ed – e’ proprio il caso di dire – : “cum grano salis” (quindi con un po di buon senso). Solo così puo’ donarci freschezza, aiutarci a prevenire una serie di disturbi, e regalarci una respirazione nasale libera e pulita. E, con un piccolo impegno inziale, puo’ diventare una abitudine igienica semplice come il lavarsi i denti!

Rimedi naturali raffreddore rimedi naturali tosse, tosse secca…

I malanni di stagione mettono sempre più a dura prova gli equilibri delle famiglie con bambini fino ai sette anni di età. Diversi sono i fattori che rendono i nostri piccoli particolarmente esposti alle malattie respiratorie da raffreddamento. Uno poco conosciuto è da ricercarsi nell’incompleta maturazione immunologica.

Nel bambino in età prescolare vediamo essere sviluppata la sezione innata e aspecifica del sistema immunitario, mentre l’immunità acquisita resta in via di sviluppo e maturerà proprio con quei germi che, causando le prime affezioni e malattie infantili, rappresentano un importante stimolo maturativo del sistema immunitario. Anche i trattamenti osteopatici, effettuati da professionisti qualificati per la prima infanzia si dimostrano un valido supporto alla crescita armonica.

 rimedi naturali tosse secca - come far passare il raffreddore? - febbre alta bambini

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Altro fattore che espone i nostri bambini alle malattie stagionali va ricercato nel ristretto calibro delle vie aeree, che rende facile un ristagno di muco e catarro che a sua volta può sfociare in patologie che vanno dal naso chiuso alle otiti. Le medicine domestiche e millenarie, confluite nella naturopatia, possono risolvere efficacemente questo problema attraverso il sapiente uso di pratiche quali:

  • pediluvi caldi con sale o zenzero,
  • suffumigi di camomilla e calendula,
  • lavaggi nasali con acqua calda e sale utilizzando apposite neti lota di plastica;
  • compresse di cipolla o semi di lino,
  • infusi di semi di sesamo per la tosse secca, e di alcune piante blandamente depurative (Elicriso).

Purtroppo anche errate abitudini alimentari e l’aria polverosa o inquinata che respiriamo diventa causa del protrarsi di uno stato infiammatorio a livello mucoso: il muco infatti è prodotto come difesa dagli agenti irritanti, ma il suo eccesso è premessa di infezioni batteriche e virali. A proposito di intestino, agenti indebolenti del nostro sistema immunitario e pertanto irritanti sono rappresentati da:

  • alimenti raffinati,
  • glutine tossico (grani moderni trattati),
  • mais e soia ogm,
  • grassi trans e idrogenati,
  • carne e prodotti di animali da allevamento convenzionale,
  • agenti chimici e conservanti,
  • metalli pesanti,
  • medicinali,
  • sonno di cattiva qualità
  • molte ore trascorse in posizioni asfittiche o in luoghi chiusi.

Al contrario gli agenti “potenzianti” sono:

  • verdura fresca, locale, biologica, di stagione,
  • vitamina C naturale,
  • vitamina D,
  • probiotici,
  • Echinacea,
  • argento colloidale,
  • tisane calde,
  • movimento all’aria aperta, possibilmente godendo dei raggi solari.

Febbre o febbre alta?

Vediamo infine come il precoce inserimento nelle comunità scolastiche, tipico nella nostra società industrializzata, diventa fonte di forte stress in grado di destabilizzare il sistema immunitario sottoposto peraltro al continuo contatto con patogeni e malattie infettive, spesso trattate frettolosamente con antipiretici, cortisonici ed antibiotici che non permettono così l’acquisizione dell’immunità per lo specifico microorganismo, che pertanto tornerà facilmente a colpire.

La febbre, con lo scopo di distruggerne i microbi, diventa così un prezioso alleato della salute dei nostri amati bimbi. Ovviamente il sintomo febbre non va sottovalutato bensì monitorato, controllato, ma non repentinamente represso con i tanto reclamizzati quanto violenti antipiretici. Voglio essere chiara: la febbre oltre che un alleato può diventare pericolosa per il calore che sviluppa quando si avvicina ai 40°: per questo è sempre meglio individuarne al più presto le cause con il pediatra. Per tenerla sotto controllo in modo naturale, il rimedio che consiglio sono le spugnature delle caviglie, con acqua a temperatura ambiente nella quale avremmo aggiunto alcune gocce di rimedi floreali vibrazionali (Rescue Remedy, oppure Mulla Mulla o ancora Spinflex) o anche solo un cucchiaino di aceto. La classica borsa del ghiaccio (o pezzuola bagnata) sulla fronte è un rimedio più drastico: certamente può dare maggior sollievo, ma si può correre il rischio di causare una reazione infiammatoria nell’area dell’alto naso (sinusite).

Durante la degenza, sarà utile cambiare l’aria due volte al giorno, e tenere nella stanza una (o più) cipolla tagliata, che libera nell’aria il suo potere antibatterico.

La propoli proprietà

Un rinforzo importante per il sistema immunitario ci arriva dall’integrazione di vitamina C e Propoli, quest’ultima una sostanza naturale e benefica che risulta particolarmente efficace per tutta la famiglia. Nonostante le proprietà terapeutiche della sostanza naturale propoli, i medici spesso ne sconsigliano la somministrazione a bambini al di sotto di tre anni: questo per evitare i rischi di allergia che potrebbe potenzialmente causare quando non è di provenienza italiana e controllata. Ugualmente valida l’alternativa dell’inalazione di questa sostanza, modalità che ne permette l’assunzione anche da parte di soggetti più delicati come lattanti e bambini piccoli.

Parliamo di rimedi naturali raffreddore: Il mio consiglio integrativo più frequente?

Il gemmoderivato di Abete bianco, particolarmente indicato per i bambini. Il consiglio è da intendersi quale supporto ad uno stile di vita rinforzante, che dovrà essere consolidato, attuando alcune apposite strategie. Questa pianta si presta particolarmente in caso di:

  • adenoidi,
  • anemia,
  • demineralizzazione ossea e carie,
  • ipertrofia adenoidea e linfatica,
  • postumi di fratture,
  • rinofaringiti e tonsilliti ricorrenti,

…ovvero in tutti quei casi in cui se ne possono apprezzare gli effetti antilinfatici, antirachitici, immunostimolanti e remineralizzanti. Una cura profonda, di terreno, valida per tutto l’inverno!

Punture di insetti, puntura di zanzara: i rimedi tradizionali.

Dove ci sono zanzare che possono pungervi, giardini, parchi etc etc, proprio lì vi troverete anche il rimedio alle antipatiche e pruriginose conseguenze: la Piantaggine o Plantago lanceolata. La natura è sempre perfetta e completa.

 Punture di insetti, puntura di zanzara: la natura ci viene in aiuto laddove ci troviamo.

Punture di insetti, puntura di zanzara: la natura ci viene in aiuto laddove ci troviamo.

Il nome Piantaggine deriva proprio dal termine latino planta, dovuta alla forma delle foglie che ricordano la pianta del piede, ma anche in relazione all’uso che ne facevano i viandanti, che applicavano le foglie fresche direttamente sulla cute del piede lesionata dal cammino. La piantaggine era anche utilizzata quale antidoto contro morsi di insetti ma anche serpenti e scorpioni.

Usata in Europa dai tempi dei Greci e dei Romani, è tradizionalmente indicata, oltre che per l’uso topico degli stati irritativi ed infiammatori della cute, anche per trattare la tosse associata alle bronchiti ed alle infezioni delle prime vie aeree. La droga è rappresentata dalle foglie, ma vengono utilizzate anche le parti aeree raccolte al tempo della fioritura, oppure le sommità fiorite.

Tra i componenti funzionali è nota l’attività delle mucillagini (circa il 6,5%) costituite principalmente da polisaccaridi, presumibilmente un ramnogalatturonano, un arabinogalattano un glucomannano: sostanze dalla spiccata attività PREBIOTICA.

Le mucillaggini della Piantaggine hanno azione emolliente e lenitiva che esplicano grazie alla loro capacità di legare una notevole quantità di acqua e di generare gel fluidi (idrocolloidi): a contatto con la cute o con le mucose formano un film sottile, elastico, trasparente, che è in grado di cedere acqua alla superficie di queste strutture biologiche. Le mucillagini possono cedere acqua ai tessuti, senza sottrarla, anche in condizioni di temperatura ambientale elevata, bassa umidità, secchezza e stati irritativi. Assicurano pertanto una continua idratazione delle mucose, delle superfici epiteliali e delle secrezioni che queste producono.

I risultati di studi clinici e farmacologici sembrano confermare l’attività emolliente, espettorante, lenitiva e spasmolitica della Piantaggine giustificandone l’uso nel trattamento sintomatico della tosse e delle infezioni respiratorie delle prime vie aeree. 
Considerando l’ottima tollerabilità, ne viene raccomandato l’uso nel trattamento della tosse, specialmente nei bambini.

Molto interessante ricordare che, sebbene gli usi citati siano quelli sui quali oggi c’è un maggior accordo scientifico, tradizionalmente la piantaggine viene utilizzata in maniera molto ampia ad esempio nelle condizioni irritative dell’apparato gastrointestinale e vie urinarie. In effetti recenti studi sembrano iniziare a supportare anche queste funzionalità. 

Tornando ai rimedi per gli insetti, come fare se non hai la possibilità di procurarti la piantaggine fresca?

Puoi scegliere fra l’olio essenziale di tea tree, geranio e\o lavanda, che ti terranno senz’altro lontano i fastidiosi insetti. L’olio essenziale può essere sfregato sulle parti del corpo da proteggere: poche gocce sono sufficenti!

A la fine protettivo, è sempre utile una buona alimentazione: povera di zuccheri e ricca di vitamine del gruppo B, in modo che il nostro odore abbia una nota meno “zuccherina” e quindi meno attraente per gli animaletti. E’ anche possibile provvisoriamente aiutarsi con Ledum Palustre (omeopatico) al

Per ridurre i fastidi delle sopravvenute punture, puoi ricorrere al rimedio tradizionale per eccezzlenza: l’aceto. Esso è molto utile grazie alla abbondanza in aminoacidi, ed alla capacità dell’acido acetico di formare composti di acetato: hanno una ottima funzione antisettica, e riducono drasticamente l’infiammazione, senza apportare tossicità.

(NB: Per una trattazione più completa dell’aceto, vedi il post : Proprietà ed usi dell’Aceto)