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Contrasta la stanchezza primaverile. Rinforza i vasi capillari e riattivo il sistema cardiocircolatorio.

RAPA ROSSA – mela – CAROTA

Presta attenzione alla scelta della rapa rossa che andrai ad acquistare, che dovrà essere integra, bella dura, compatta e priva di rotture e macchie nere .

Ingredienti:

  • 1\2 rapa rossa cruda

  • 1 mela

  • 1 carota

Lava e affetta la rapa, la mela e la carota e unisci il tutto nell’estrattore

Ricca di sali minerali, vitamine,  la rapa rossa si presta ad essere un potente ricostituente, antisettico, valido contrasto alla stanchezza primaverile ed all’appesantimento, grazie alla betaina, che rinforza i vasi capillari e mantIene attivo il sistema cardiocircolatorio .

Depura, sostenendo il corpo nei processi d’assorbimento e di eliminazione delle tossine dalle cellule.

Favorisce la digestione, stimola la produzione di bile e rafforza la mucosa gastrica, cura le anemie, stimola la produzione dei globuli rossi, scioglie i depositi di calcio nei vasi sanguigni e ne impedisce l’indurimento, infine stimola il sistema linfatico.

La mela contiene pectine e fibra utilissima per abbassare il colesterolo nel sangue, e grazie all’elevata percentuale di acqua è diuretica e depurativa. Contiene le vitamine B1 (che combatte inappetenza e stanchezza) e B2 (che stimola la digestione).

Estratto gustoso dal valore prebiotico grazie all'inulina contenuta nella cicoria,

cicoria – mela – ZENZERO – LIMONE

Ottimo supporto della pulizia dell’intestino, nella fase di reintroduzione di probiotici. Stimola la digestione, depura il fegato, aiuta l’organismo ad assorbire meglio il calcio ed altri minerali. Ottima l’eventuale aggiunta di semi di lino, consigliata per alcuni caratteriotipi, mentre ad altri andremo a togliere la mela, sostituendola con il finocchio e la polvere di moringa.

Ingredienti:

  • 4 foglie di tarassaco, meglio se con radice

  • 1\2 mela verde

  • il succo di 1\2 limone

  • 1 pezzetto di zenzero

  • 1 cucchiaio di semi di lino tritati
DETOX di primavera

FINOCCHIO – TARASSACO – ZENZERO – LIMONE

Depura il fegato aiutando a smaltire gli accumuli di tossine depositate nell’organismo.

Purifica il fegato e sostiene il pancreas

Risolve la flatulenza sgonfiando l’intestino e la parte bassa del corpo.

Ingredienti:

  • 1 manciata di foglie di tarassaco

  • 1 finocchio

  • il succo di 1\2 limone

  • 1 pezzetto di zenzero

Questo squisito estratto fornirà nuova energia all’inizio della tua giornata! 

Oppure diventa un gustoso aperitivo o, ancora, uno snack da completarsi con semi oleosi\frutta secca…. ma solo per alcuni biotipi.

Bevete lentamente giù lungo le corde vocali, poi muovete l’acqua nello stomaco. Poi evacuatela”. (Gheranda Samhita)

 l'importanza della supplementazione probiotica post lavaggio l’importanza della supplementazione probiotica post lavaggio

Il termine Shanka Prakshalana, che si può tradurre letteralmente come “pulizia della conchiglia”, si riferisce a una magnifica pratica di pulizia totale del nostro circuito digestivo, dalla bocca all’ano (la conchiglia). E’ facile da eseguire e meriterebbe di essere conosciuta e applicata in tutto il mondo per gli straordinari benefici che apporta all’organismo… a costo minimo!

Nota importante prima di proseguire: invito tutti gli interessati, sempre e comunque, a valutare insieme al proprio medico curante le proprie condizioni di salute e l’opportunità di eseguire questa pratica. io, Marina Giusti, e il mio team, non ci assumiamo nessuna responsabilità per chi, pur con le migliori intenzioni e seguendo le indicazioni, esegue una pulizia dell’intestino senza un controllo medico preventivo e mirato.

Una antica pratica per alleggerire l’inverno, eliminare il superfluo nel corpo e nella mente. La premessa indispensabile per capire e giustificare questa pratica, eseguita ai cambi di stagione, si inserisce in una visione integrata dei nostri organi nella vita quotidiana. Se infatti seguiamo le consolidate abitudini alimentari del nostro stile di vita occidentale, ci ritroviamo con un intestino sovraccarico, intasato, nelle cui anse spesso stazionano depositi fecali che, fermentando, creano inarrestabili processi di infiammazione prima e di degenerazione poi. E’ da questo processo che derivano le malattie, sostengono tutte le Medicine Tradizionali, dal raffreddore al cancro,  anche la cosiddetta “cervicale”, spesso fra-intesa nella sua genesi come un disturbo di esclusiva pertinenza dell’apparato muscolo scheletrico, o al massimo del sistema miofasciale. Sappiamo che in molti casi non è così: curiosamente, soprattutto quando insieme al dolore compaiono nausee e crisi di vomito, è il cattivo funzionamento del nostro fegato che dobbiamo chiamare in causa.

E’ accertato che, spesso, le tossine epatiche, anziché migrare naturalmente verso il basso ed essere espulse dall’intestino, risalgono fino al tratto cervicale e da lì scatenano il fenomeno doloroso, la nausea ecc. Tutto ciò confonde le idee e anche le modalità terapeutiche. Certo è che prima di arrivare alla pulizia del fegato sarà bene rinforzare i reni e poi ripulire il nostro intestino ad esempio utilizzando la tecnicaconosciuta col nome di Shanka Prakshalana, che si può tradurre con “gesto della conchiglia”, a ricordarci che l’interno di una conchiglia è sinuoso e percorso da vari interstizi, come il nostro intestino. Il canale digerente è il primo confine e luogo di scambiotra gli organi interni ed il mondo esterno, che introduciamo sotto forma di cibo. Questo è quindi il primo livello da curare per mantenere o riguadagnare la salute: ecco spiegata l’importanza centrale del Shankprakshalana.

Andrè Van Lysebeth nel suo libro \”Perfeziono lo yoga\” ci presenta diverse tecniche di purificazione del corpo fisico e pranico, al fine di ottenere una nuova giovinezza: shanka prakshalana (lavaggio intestinale), vamana dhauti (pulizia dello stomaco) e danta dhauti (pulizia della cavità orale). Questa tecnica, che la Gheranda Samhita considera la migliore delle Dhauti, è largamente riconosciuta per la sua efficacia.

Anche Svâtmârâma, nella “Lanterna dello Hatha-yoga” (Hatha-yoga-pradîpikâ)  nei primi due capitoli illustra le tecniche di purificazione (shat-karman). Tale era la prudenza e la sapienza degli antichi Maharishi – grandi saggi – che trasmettevano il loro sapere ai discepoli in una forma concentrata e sicura entro brevi e succosi aforismi. I Maharishi assimilarono per “scienza infusa” “la Verità della disciplina yogica” e la trasmisero tale e quale, come abbiamo visto, criptata, a protezione e beneficio dei posteri. Lo studio e la decodificazione di questi sutra è stata vista da sempre come una sfida agli occhi dello studioso ma nessuno può affermare oggi, in questo momento così significativo per la scienza, che quanto esposto da quei grandi Maestri di un passato remotissimo sia attualmente inattendibile o criticabile da un punto di vista razionale e scientifico.

La pratica complessivamente dura tre giorni; non spaventatevi, in realtà è semplice e facile da eseguire e nei tre giorni arriviamo a capire tante cose belle del nostro corpo. La sera precedente l’esecuzione di Shank-prakshalana, assumeremo poco cibo, molto leggero: una minestrina leggera di verdura, verso le 19 sarebbe l’ideale. Il mattino dopo, completamente digiuni, senza lavori o incombenze da seguire (bambini attorno, o parenti inutilmente apprensivi), inizieremo a bere acqua calda (ma non caldissima) e salata (con uno specifico sale). Berremo l’acqua a bicchieri, non velocemente e non a piccoli sorsi, un bicchiere alla volta, con decisione, e praticando esercizi di yoga che facilitano lo scorrimento dell’acqua nel tubo digerente.

Appositi e specifici asana, ripetuti ognuno per 5 o 6 volte ad ogni bicchere.  Solitamente il lavaggio vedrà il via dell’evacuazione dopo 8-10 tazze.

Continuando a bere e a praticare, osserverete che le feci si presenteranno sempre più scomposte: fino a quando, da ultimo, uscirà acqua pulita!

Si arriva così alla fine, …..a questo punto praticheremo una meditazione in ascolto dello spazio interno vuoto e pulito…. in shavasana; ma, entro mezz’ora, occorre mangiare un bel piatto di riso bio basmati, bianco, ben cotto, condito con ghee (burro purificato che avremmo preparato insieme), al fine di lubrificare per bene e proteggere il tessuto intestinale. Se avete sete potete assumere a piccoli sorsi della semplice acqua naturale, non gasata e non fredda, o una tisana di finocchio o di malva (ottima per completare l’effetto decongestionante di Shankprakshalana).

Nei due giorni successivi occorrerà moderare l’alimentazione:  niente cibi acidi o piccanti, niente sughi o fritti o dolci o bevande gasate. Un po’ di riso basmati o un po’ di pasta, della verdura lessata e condita con olio d’oliva, un frutto “innocuo” tipo la mela, o qualche pezzetto di banana. Ma soprattutto osservatevi: guardate come il corpo è più morbido e rilassato, come è limpido il fondo dell’occhio, come è più leggera e scorrevole la vostra saliva. Come siete più felici! E soprattutto ascoltate quella meravigliosa sensazione di “vuoto” nella vostra pancia… Iniziate da lì e non permettetevi più gonfiori addominali, stitichezza e quella sgradevole impressione di “pienezza” che qualcuno confonde con la soddisfazione alimentare.

Controindicazioni: Non si pratica Shankprakshalana in gravidanza, durante il periodo mestruale potrebbe dare fastidio (ma il giorno precedente il mestruo sì può fare, vedrete come l’effetto rigenerante sarà più completo). Non si pratica con patologie addominali in corso o pregresse – se di una certa rilevanza – e quando esistono disturbi cardiovascolari. In tal caso consultare prima un medico. Il sale va tolto o sostituito se ipertesi. Assolutamente controindicato in caso di ulcere.

Sappiamo bene che in ogni parte dell’organismo possono crearsi condizioni di squilibrio tali da favorire la proliferazione di microrganismi nocivi, che possono dar vita ad un ecosistema più o meno stabile.

Ne sono esempi molto diffusi le infezioni batteriche (come patereccio o giradito), o le differenti forme di micosi dell’unghia.
Si tratta dell’opera di funghi per lo più appartenenti al genere Trichophyton, o di lieviti come Candida, che possono danneggiare ed erodere le unghie o alterarne la simmetria, lo spessore, e sono abbastanza difficili da trattare e risolvere limitandosi ad un intervento topico.

La naturopatia guarda oltre la manifestazione all’unghia ed al suo contorno. 
Lo sguardo si sposta sulla valutazione della disbiosi delle popolazioni microbiche (batteri, lieviti, funghi….), spesso causate da un eccesso di zuccheri e conseguente dismetabolismo del fegato. 

Anche in questo caso è prioritario consigliare il consumo esclusivo di cibi vivi, naturalmente ricchi in minerali, vitamine e fitochimici. Occorre poi monitorare eventuali condizioni infiammatorie croniche attive, così da  riportare all’equilibrio il microbiota intestinale, condizione necessaria per il riequilibrio delle popolazioni di batteri in tutto il resto del corpo. La pulizia dell’intestino, seguita da un necessario riequilibrio alimentare, è spesso la modalità più efficace per ripristinarne le funzioni.

Se cerchi un rimedio sintomatico, anche in questo caso la natura sempre perfetta e meravigliosa ci viene in soccorso. Pediluvi con decotto di aglio e applicazione topica di olio essenziale di tea tree (melaleuca alternifoglia) sono tra le modalità più efficaci per evitare il ricorso ai costosi prodotti farmaceutici.

Vediamo ora come preparare questo decotto, che chiaramente andrà bene anche come “maniluvio” per i funghi alle unghie delle mani:  tritare grossolanamente 5 spicchi di aglio, versarli in un recipiente con 500ml di acqua fredda, portare ad ebollizione e lasciare  bollire almeno 3 minuti, dopodiché spegnere e attendere che la temperatura dell’acqua scenda. Una volta intiepidito aggiungere in una bacinella ove posizionerete i piedi e\o le mani, almeno 15 minuti.

Come alternativa al pedi\maniluvio all’aglio, possiamo utilizzare il sale grosso integrale, l’aceto o  il limone. E’possibile anche usare l’olio essenziale di tea tree come principio attivo di un pediluvio, ricordando bene che esso non va versato direttamente nell’acqua. Come tutti gli oli essenziali, è necessario prima solubilizzarlo bene in una manciata di sale, affinché possa poi disperdersi nell’acqua e non rimanere in gocce di emulsione separate!

Nota bene: questo passaggio è sempre molto importante prima di aggiungere gli oli essenziali (soprattutto nella vasca da bagno) che, rimanendo a galla  in superficie, possono scatenare arrossamenti dell’epidermide!

 Se si soffre di onicomicosi, è necessario verificare la candida...!

Se si soffre di onicomicosi, è necessario verificare la candida…!