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Ogni anno che passa ci troviamo sempre più a fare i conti con una (non-)cultura che fa del Natale una festa senza spiritualità, mentre il Natale sarebbe il momento della rinascita interiore che nella nostra cultura è tradizionalmente associata al Cristo, con tutto ciò che rappresenta, e non il Natale del cibo ricco in calorie vuote che appesantisce il corpo, né tanto meno il Natale dei regali superficiali, con l’inutile spreco di carta&plastica che appesantisce il pianeta.

Arriviamo infatti all’Epifania, che ogni festa si porta via, tirando un respiro di sollievo. Con questa festa onoriamo il potere della manifestazione, e con la Befana ci apprestiamo a ripartire, si spera con il piede giusto, dopo un momento di resa dei conti in cui tiriamo le fila di quanto realizzato nell’anno terminato.

Come possiamo rendere questo momento edificante e costruttivo, anche per i nostri bambini?

Premetto che sono fermamente contraria all’abitudine ed al ricorso di caramelle e dolcetti, credo fermamente che i nostri bambini andrebbero maggiormente tutelati, sicuramente nel periodo del nido, poi ancora durante gli anni della materna, iniziando ad abbassare la guardia solo negli anni finali delle elementari.

Non è tanto la paura delle carie, che dovrebbe guidare una retta azione, di protezione dei nostri  bambini, da questa invasione di sapori artificialmente dolci e sgargianti, bensì il problema della resistenza periferica dell’insulina, che può apportare danni al metabolismo. 

I bambini piccoli andrebbero, in accordo fra coniugi e varie figure educative, protetti da quegli irresistibili piccoli dolci, che hanno la caratteristica d’indurre un consumo continuo. 

Posso affermare per esperienza personale che i bambini che crescono senza questa dannosa abitudine, ne declinano volontariamente il consumo, nonostante la proposta arrivi drammaticamente da figure autorevoli come l’educatore della scuola materna o il pediatra che vuole ingraziarsene i favori. Arrivando così ad approdare alle scuole medie senza la dannosa abitudine, radicata, di avere sempre qualcosa in bocca da masticare.

E nei casi in cui l’abitudine ormai c’è?

Occorre rimboccarsi le maniche e limitare i danni!!  Sì perché non c’è niente di più sbagliato del non fare niente, perché si può fare poco!

Pensando alla salute vediamo alcune semplici ed efficaci regole che possiamo applicare fin da subito per tutelare il metabolismo dei nostri amati bambini:

  1. evita che mangino caramelle, o bevano succhi industriali, a stomaco vuoto. Nonostante la più incalzante delle richieste, comunicherai fermamente che il consumo sarà posticipato alla fine del prossimo pasto.
  2. evita le caramelle dolcificate e\o colorate artificialmente. È verificato come alcuni di questi coloranti favoriscano l’iperattività. Per questo nelle etichette, recependo un obbligo di legge, trovi sempre l’indicazione dell’eventuale pericolosa presenza di questi coloranti. Purtroppo non sempre abbiamo la necessaria lente d’ingrandimento, indispensabile per riuscire a leggerle. 
  3. evita caramelle o bevande di facile reperimento, a basso costo e\o che riportino sulla confezione (nonostante il sapore dolce artificiale), l’abusato quanto deviante slogan  “senza zucchero”. Si è visto come il sapore dolce ottenuto attraverso dolcificanti chimici, anche  quando riporti un ridotto indice glicemico, possa esser ugualmente destabilizzante per il metabolismo degli zuccheri.
  4. preferisci le caramelle biologiche, in quanto la normative che regola gli alimenti bio ne vieta l’uso sia dei coloranti che dei dolcificanti artificiali.

Ma allora cosa metto nella calza della Befana?

Se hai fretta e proprio vuoi ricorrere ai prodotti confezionati, meglio allora acquistare prodotti biologici, in negozi tipo NaturaSì, dove guardando bene le etichette potresti trovare accettabili caramelle, cioccolatini, merendine, sani biscotti e lecca lecca.

Ma potresti provare anche idee alternative, iniziando piano piano con le sane bontà o con i bellissimi manufatti dei negozi Exaequo-Bottega del mondo, del commercio equo e solidale. Ancora potresti andare in libreria e cercare simpatici e piccoli libri, oppure ancora in edicola o in negozi di divertimento, a prendere stickers e\o piccoli giochi di società oppure ancora le amate figurine. Insomma cerchiamo di fare una calza “pensata” per il bene del bambino oltre che per il suo piacere e divertimento!

Certamente l’autoproduzione di biscotti e bon bon fatti in casa, resta sempre un’ottima iniziativa.

Molto apprezzate risultano sempre infatti le gelatine di frutta, per le quali occorre attrezzarsi con l’acquisto di adeguati piccoli contenitori.

Il procedimento delle gelatine è molto semplice e varia dalla consistenza che vorrete ottenere. L’unico accorgimento fondamentale resta la necessità di sciogliere in poco liquido freddo l’agar agar, cercando di evitare le formazione di grumi. Si farà poi bollire a fiamma bassa per 3 o 4 minuti, mescolando di tanto in tanto. Aggiungere a questo punto tutto il liquido,  riportando velocemente il bollore per spegnere poi subito il fuoco. Aggiungere la frutta (eventuale) e mescolando bene sporzionare negli stampi di silicone. Lasciate raffreddare in frigo coperto o a temperatura ambiente.

Nel gruppo FB “Cura Te Stesso”  posterò a breve la preparazione di simpatici e succulenti lecca lecca di miele e arancio. Resta sintonizzato!

 Come aiutare il bambino ad alleviare il disagio della dentizione

Come aiutare il bambino ad alleviare il disagio della dentizione

La costituzione o terreno di base del bambino influenza molto l’andamento della dentizione. Inutile starne a descrivere i sintomi, se il vostro bambino è fra quelli che accusano fastidio in questo passaggio della vita, ve ne sarete già resi conto da voi, senza che io stia ad elencarne le manifestazioni che sono solitamente:

  • fastidio e facile irritabilità
  • sensibilità alle gengive e bisogno di avere sempre qualcosa in bocca
  • aumentata suzione nelle ore notturne a causa di difficoltà a dormire per un tempo prolungato
  • rifiuto del cibo che non sia il seno o il latte in formula
  • salivazione aumentata e arrossamento del viso
  • arrossamento del sederino
  • feci tendenti al verde e un pò schiumosette
  • febbricola

Gli aiutanti del bebè:

  • le manine portate sempre alla bocca per premere  sulle gengivine. Cercate di tenerle pulite e non stressateli inutilmente cercando di impedirglielo.
  • impacchi con tisana di malva tiglio e altea raffreddata:   imbibire una garzina con la tisana e massaggiare con delicatezza la gengiva dolente. 
  • impacchi con bicarbonato: sciogliere un cucchiaino abbondante di bicarbonato in mezzo bicchiere di acqua fredda, bagnare bene una garzina e massaggiare la gengiva dolente.L’azione lenitiva del bicarbonato riporterà il pH corretto.
  • la collanina d’ambra, è un consiglio della antroposofia che ci arriva dagli insegnamenti di Rudolph Steiner.  Questa ambra è una resina, che non deve essere messa in bocca dal bambino poiché la sua funzione si esplica grazie alla sua capacità di rompere i campi magnetici. Nel bambino in corso di dentizione, le cellule infiammate trattengono i liquidi creando campi di tensione, che premendo sulle mucose generano dolore. L’ambra rompendo questi campi scioglie queste tensioni rendendo il bimbo meno sofferente, più calmo e facilitandone il sonno.
    Nuove ricerche hanno constatato come le vibrazioni intermolocolari del calcio siano molto simili a quelle dell’ambra. Pertanto la vibrazione armonica dell’ambra aiuta il calcio a depositarsi sul dentino in formazione, che diviene più forte e fuoriesce più facilmente da una gengiva meno infiammata. Se poi consideriamo l’innumerevole quantità di campi elettromagnetici (telefonini, computer, ecc.) che al giorno d’oggi circondano i nostri bimbi, questa  bella collanina si pone come un rimedio protettivo. Per prevenire incidenti bisogna acquistare collane fatte apposta per la dentizione, a misura di bimbo piccolo, in cui non possa impigliarsi, con chiusura a vite, con le perle legate a doppio nodo singolarmente, in modo da non poter scivolare via in caso di rottura.
  • gel da applicare sulla gengiva: gel Weleda alla ratania (purtroppo contiene un po di alcol) oppure Chamodent baby gel di Mama Natura con estratto di malva, ricco in mucillagini acido ialuronico butirrato estremamente benefico, promuove l’idratazione, limita il processo irritativo anche grazie all’estratto di camomilla e dal pantenolo, dalle proprietà emollienti. Non contengono anestetici locali, sono senza zuccheri, glutine e ftalati
  • Il rimedio omeopatico Calcarea carbonica (o Calcarea carbonica ostrearum o Calcium carbonicum Hahnemanni). Il carbonato è il minerale di calcio più abbondante in natura. É il rimedio per la dentizione difficile del lattante,  ma è anche un rimedio di terreno che agisce sulle forze vitali dell’organismo. Nel bambino con problemi di dentizione ci aiuta a riequilibrare l’assorbimento del calcio, inoltre è interessante in quanto agisce ad ampio spettro sia sulle ossa che sulle articolazioni, nonché sulle ghiandole linfatiche, sulla pelle, nell’apparaoi digerente, respiratorio e urinario (si consiglia anche per il bambino che soffre di enuresi).
  • quasi ultima, causa difficile gestione,  la radice di iris (o radice di viola) che vanterebbe proprietà antiinfiammatorie ed antidolorifiche qualora gradita e tenuta in bocca. Purtroppo sia con i miei figli che in tanti anni di lavoro con i bambini, non ho sentito molti  commenti positivi nell’uso di questo rimedio. Sarei ben contenta di esser contraddetta da qualche mamma.  
  • un po di sollievo dalle verdure fredde da succhiare  (carote, sedano, finocchio raffreddati in frigo), ma anche spicchi di mela o arancio o mandarino sempre da frigo (tutto il frutto intero).  Qualora dovessero già esserci alcuni dentini potreste sempre ricorrere all’apposita retina contenitiva così da non dover sempre essere in ansia, per i pezzetti pericolosi che il bambino potrebbe staccare.

COSA EVITARE:

  1. gli anelli da dentizione potenzialmente tossici contenenti ftalati.
  2. gli anelli da dentizione in legno che non abbiano chiaramente indicato in etichetta di essere di legno naturale e non trattato.
  3. il miele rosato, almeno sotto l’anno di età
  4. tachipirina o altri antidolorifici epatotossici …… mi rifiuto di argomentare…. dovrei farlo?

        

CARIE DENTI? No grazie! Un segreto per prevenirla? le buone abitudini alimentari.

Fai una prova: verifica con la cartina tornasole il ph della saliva del tuo bambino. Conoscere il grado di acidità della saliva (che mai dovrebbe avere un ph inferiore a 6), ti permetterà di valutare eventuali predisposizioni a carie o ad erosione dentale, causate entrambe dall’ambiente acido.

Contrariamente alla credenza popolare, le carie non sono causate dallo zucchero, ma dai batteri che si nutrono dello zucchero rimasto in bocca, anche se in piccole quantità, creando fermentazione. Pertanto attenzione non solo alle caramelle ma a tutto il junk food, patatine e bibite incluse. La riproduzione di batteri acidofili è molto rapida e di solito è correlata a cattivo odore.

Nell’ultimo decennio sono usciti numerosi studi sulla natura di questi processi batterici e sui modi per contrastarli. nel 2008, un gruppo di ricercatori canadesi è giunto alla conclusione che vi sono anche batteri benefici che possono prevenire, e talvolta persino aiutare a curare, alcuni disturbi e patologie del cavo orale come la carie e l’infiammazione parodontale. Una sperimentazione su circa 600 bambini ha dimostrato per esempio che “l’assunzione di latte con aggiunta di Lactobacillus rhamnosus riduce la quantità media presente nel cavo orale di Streptococcus mutans, e diminuisce lo sviluppo di carie. I risultati sono ancora superiori per i bambini dai 3 ai 4 anni” afferma Daniel Grenier, direttore dell’Oral Ecology Research Group della Laval University a Ville de Quebec, in Canada, e docente universitario di Odontoiatria. (https://www.cda-adc.ca/jcda/vol-75/issue-8/585.pdf)

I probiotici per la salute del cavo orale

Quei microorganismi, e in particolare quei batteri, che favoriscono il riequilibrio e la salute umana, sono in generale definiti probiotici. vi sono molte specie di probiotici che hanno una specifica utilità per il cavo orale. Sentiamo ancora il dott. Grenier: “La utilità dei probiotici nella salute del cavo orale, si trova nella loro possibilità di sostituirsi ai batteri dannosi proprio laddove si formerebbero le colonie, diminuendone di fatto la presenza ed ostacolandone l’attività. Alcuni probiotici inoltre, producono sostanze che riducono il numero di batteri dannosi essendo per loro letali: acidi organici, perossido d’idrogeno e batteriocine. Alcuni esempi di probiotici efficaci in questo senso sono il batterio lattico Weissella cibaria e Lactobacillus reuteri, entrambi capaci di ostacolare la proliferazione di Streptococcus mutans; una sperimentazione condotta in Giappone ha dimostrato in particolare che l’assunzione di yogurt addizionato con Lactobacillus reuteri, quotidianamente, per due settimane, ha portato alla riduzione della concentrazione salivare di Streptococcus mutans dell’80 per cento; risultati simili sono stati ottenuti durante una sperimentazione con gomma masticabile e compresse orosolubili.”

Il “Lactobacillus reuteri svolge anche un’azione indiretta: il suo effetto antinfiammatorio sulle cellule della mucosa intestinale porta a una diminuzione dei parametri infiammatori in tutto l’organismo.”

Ma è possibile inserire i probiotici direttamente nella alimentazione naturale? Ho in preparazione nuovi contenuti per te che risponderanno anche a questa domanda! Per ora, posso dire che il rimedio più importante rimane sempre…non produrre il danno! Per questo, voglio ricordarti un passaggio determinante, che sta a ciascuno di noi te mettere a frutto nella vita quotidiana:

Più un alimento è zuccherino e introdotto frequentemente, più il ph della saliva entrerà in una fase di criticità.  

Concludo con alcune indicazioni generali per prevenire la carie dentale nel bambino:

  1. Non appena al bambino spuntano i denti, prendere l’abitudine di spazzolarli dopo ogni pasto: il latte materno contiene prebiotici e sostanza che contrastano la carie, ma in generale non si può dire lo stesso per i cibi preparati!  
  2. Non permettere al tuo bambino di portarsi a letto la bottiglia di latte o altri cibi, perchè ancor prima che un problema di alimentazione questa diventa una forma di abitudine, un “appoggio emotivo” che va invece cercato in altre direzioni.
  3. Permetti al bambino di lavarsi i denti da solo, poi spazzolali un’altra volta. I bambini hanno bisogno di aiuto fino all’età di 7 o 8 anni. Due volte al giorno sono sufficienti, tre volte al giorno sono ancora meglio!
 Caire denti? No Grazie! ;)

Caire denti? No Grazie! 😉

Da anni l’American Dietetic Association (Ada) e l’American Academy of Pediatrics hanno riconosciuto la validità dello svezzamento vegetariano, affermando che un’alimentazione di questo tipo è in grado di soddisfare tutti i bisogni dell’organismo in crescita e consente di avere numerosi vantaggi futuri, come il minor rischio di obesità, di malattie coronariche e di ipertensione.

In particolare, nel luglio del 2009, l’American Dietetic Association ha pubblicato, nel ‘Journal of the American Dietetic Association’, un documento a cura di Winston Craig, professore e presidente del Dipartimento di nutrizione e benessere della Andrews University e consulente nutrizionale del Vegetarian Resource Group di Baltimora, che rappresenta la posizione ufficiale dell’associazione sulle diete vegetariane.

La conclusione dello studio è che, se ben bilanciata e pianificata, un’alimentazione di questo tipo (che include lacto-ovo-vegetariani, lacto-vegetariani e vegani) è salutare per adulti, donne in gravidanza, neonati, bambini e adolescenti, e contiene tutti i nutrienti di cui l’organismo necessita. Non solo. Può aiutare a prevenire e curare malattie croniche come le cardiopatie, il cancro, l’obesità e il diabete. L’articolo esamina i dati attuali relativi ai nutrienti chiave dei vegetariani, comprese le proteine, gli omega 3, gli acidi grassi, il ferro, lo zinco, lo iodio, il alcio e le vitamine D e B12, dimostrando che una dieta vegetariana è in grado di soddisfare le esigenze di tutti questi componenti e che in alcuni casi integratori o cibi fortificati possono essere usati per ottenere il giusto apporto quotidiano.

La pubblicazione è molto importante soprattutto se si pensa che negli Stati Uniti il numero di vegetariani è in forte crescita, come dimostrano i dati di un’indagine pubblicata dal mensile americano ‘Vegetarian Times’ che ha stimato in 7,3 milioni i vegetariani, ovvero il 3% circa dell’intera popolazione. Il testo è un valido aiuto per trovare nuovi argomenti e informazioni su quelle che sono le sostanze nutritive più importanti per i vegetariani, poiché si sofferma sulle differenti diete commisurate alle diverse età e, soprattutto, spiega in che modo questo tipo di alimentazione sia utile nella prevenzione e nel trattamento delle malattie croniche.

Per esempio, i livelli ematici di colesterolo di chi segue una dieta senza carne e pesce sono più bassi rispetto a quelli di chi sceglie un’alimentazione ‘onnivora’. Inoltre, i primi sono meno esposti alle malattie cardiache, hanno minori livelli di pressione sanguigna e una possibilità maggiore di ridurre il rischio di ipertensione e di diabete. «I vegetariani tendono ad avere un più basso indice di massa corporea. Le diete vegetariane contengono meno grassi saturi e colesterolo e hanno livelli più elevati di fibre alimentari, magnesio e potassio, vitamine C ed E, acido folico, carotenoidi, flavonoidi e altre sostanze fitochimiche.