Punture di insetti, puntura di zanzara: i rimedi tradizionali.

Dove ci sono zanzare che possono pungervi, giardini, parchi etc etc, proprio lì vi troverete anche il rimedio alle antipatiche e pruriginose conseguenze: la Piantaggine o Plantago lanceolata. La natura è sempre perfetta e completa.

 Punture di insetti, puntura di zanzara: la natura ci viene in aiuto laddove ci troviamo.

Punture di insetti, puntura di zanzara: la natura ci viene in aiuto laddove ci troviamo.

Il nome Piantaggine deriva proprio dal termine latino planta, dovuta alla forma delle foglie che ricordano la pianta del piede, ma anche in relazione all’uso che ne facevano i viandanti, che applicavano le foglie fresche direttamente sulla cute del piede lesionata dal cammino. La piantaggine era anche utilizzata quale antidoto contro morsi di insetti ma anche serpenti e scorpioni.

Usata in Europa dai tempi dei Greci e dei Romani, è tradizionalmente indicata, oltre che per l’uso topico degli stati irritativi ed infiammatori della cute, anche per trattare la tosse associata alle bronchiti ed alle infezioni delle prime vie aeree. La droga è rappresentata dalle foglie, ma vengono utilizzate anche le parti aeree raccolte al tempo della fioritura, oppure le sommità fiorite.

Tra i componenti funzionali è nota l’attività delle mucillagini (circa il 6,5%) costituite principalmente da polisaccaridi, presumibilmente un ramnogalatturonano, un arabinogalattano un glucomannano: sostanze dalla spiccata attività PREBIOTICA.

Le mucillaggini della Piantaggine hanno azione emolliente e lenitiva che esplicano grazie alla loro capacità di legare una notevole quantità di acqua e di generare gel fluidi (idrocolloidi): a contatto con la cute o con le mucose formano un film sottile, elastico, trasparente, che è in grado di cedere acqua alla superficie di queste strutture biologiche. Le mucillagini possono cedere acqua ai tessuti, senza sottrarla, anche in condizioni di temperatura ambientale elevata, bassa umidità, secchezza e stati irritativi. Assicurano pertanto una continua idratazione delle mucose, delle superfici epiteliali e delle secrezioni che queste producono.

I risultati di studi clinici e farmacologici sembrano confermare l’attività emolliente, espettorante, lenitiva e spasmolitica della Piantaggine giustificandone l’uso nel trattamento sintomatico della tosse e delle infezioni respiratorie delle prime vie aeree. 
Considerando l’ottima tollerabilità, ne viene raccomandato l’uso nel trattamento della tosse, specialmente nei bambini.

Molto interessante ricordare che, sebbene gli usi citati siano quelli sui quali oggi c’è un maggior accordo scientifico, tradizionalmente la piantaggine viene utilizzata in maniera molto ampia ad esempio nelle condizioni irritative dell’apparato gastrointestinale e vie urinarie. In effetti recenti studi sembrano iniziare a supportare anche queste funzionalità. 

Tornando ai rimedi per gli insetti, come fare se non hai la possibilità di procurarti la piantaggine fresca?

Puoi scegliere fra l’olio essenziale di tea tree, geranio e\o lavanda, che ti terranno senz’altro lontano i fastidiosi insetti. L’olio essenziale può essere sfregato sulle parti del corpo da proteggere: poche gocce sono sufficenti!

A la fine protettivo, è sempre utile una buona alimentazione: povera di zuccheri e ricca di vitamine del gruppo B, in modo che il nostro odore abbia una nota meno “zuccherina” e quindi meno attraente per gli animaletti. E’ anche possibile provvisoriamente aiutarsi con Ledum Palustre (omeopatico) al

Per ridurre i fastidi delle sopravvenute punture, puoi ricorrere al rimedio tradizionale per eccezzlenza: l’aceto. Esso è molto utile grazie alla abbondanza in aminoacidi, ed alla capacità dell’acido acetico di formare composti di acetato: hanno una ottima funzione antisettica, e riducono drasticamente l’infiammazione, senza apportare tossicità.

(NB: Per una trattazione più completa dell’aceto, vedi il post : Proprietà ed usi dell’Aceto)

 

La salutogenesi autunnale comincia a tavola

Le antiche tradizioni ci insegnano che tutti i disturbi a carico dell’apparato respiratorio: raffreddore, faringite, laringite, influenza, bronchite, allergie, rinite e asma, partono dal colon…e che attraverso alimentazione e stile di vita possiamo diminuire la probabilità della loro manifestazione.

Sembra un’affermazione un po’ azzardata, ma come tutte le tradizioni, ha una forte rilevanza empirica, e si appoggia su alcuni assunti logici e analogici:

  • Vie respiratorie e colon sono caratterizzati dalle medesime funzioni: difesa e scambio fra mondo interno ed esterno. Le vie aeree scambiano gas, il colon scambia acqua e sali.
  • Vie respiratorie e intestino, derivano dallo stesso foglietto embrionale, e funzionano sempre in sintonia tra loro. Quando il colon è in sofferenza, anche i polmoni lo sono, e possono mostrare sintomi più evidenti rispetto al colon stesso.

Per creare una miglior salute del colon, occorre lavorare sul nostro “terreno”, cioè sulla nostra energia vitale di base, ripulendo il corpo dagli scarti (drenaggio) e rinforzandolo attraverso rimedi costituzionali (oligoterapia e omeoterapia). Ad esempio, le costituzioni linfatiche (occhi e carnagione chiara), tendendo con maggior facilità alle infiammazioni delle vie respiratorie, potrebbero attuare precise strategie di drenaggio emuntoriale eliminando con decisione i latticini. 

Fondamentale è il ruolo del cibo nel miglioramento delle condizioni all’apparato respiratorio: per ottenere un risultato tangibile, occorrerà eliminare farine raffinate, latte e derivati. Il latte vaccino può essere sostituito con altre bevande del mondo vegetale, quali latte di riso, mandorla, avena, canapa, possibilmente miscelati tra loro, così da garantire una maggiore varietà di nutrienti. 

Anche i formaggi da latte crudo di capra o di pecora e le relative ricotte, andranno consumate con moderazione, preferendo il tofu o le altre proteine vegetali (legumi o tempeh). Molto apprezzato dal colon è il consumo di cereali integrali, che porta la duplice valenza di arricchirci in nutrienti e garantirci una maggior presenza di fibre benefiche allo svuotamento intestinale.

Un’ottima abitudine è l’aggiunta di miso nelle zuppe (apporta fermenti e depura il fegato) e di zenzero (ottimo per le vie respiratorie) sia nelle pietanze che in tisana. 

Tutti i vegetali (tra cui le alghe!) ricchi in antiossidanti, esercitano un’importante azione di difesa antiasmatica contrastando gli agenti ossidanti (responsabili della broncocostrizione e delle reazioni allergiche). Tra le verdure più comuni, carote e cipolle inibiscono la produzione delle sostanze che provocano gli spasmi della muscolatura bronchiale, rilassandola. Per quanto riguarda la vit.C è da prediligere quella naturalmente contenuta nella frutta, soprattutto nel limone e nei frutti di bosco. Un altro frutto autunnale di cui fare scorta è il cachi, in grado di proteggere energeticamente le nostre difese immunitarie. 

  • Altri alimenti consigliati: olio di germe di grano, yogurt vegetale, seitan e semi oleosi reidratati. 
  • Altri alimenti da eliminare: bibite, birra, vino e tutti i cibi con additivi alimentari. 

Possiamo ulteriormente rafforzare la nostra “vis sanatrix naturae” ricorrendo ad un ciclo autunnale di Mn-Cu (manganese e rame in oligoelementi). Ottimo, in casi particolari, lo sciroppo Bio-Strath Elixir. 

Ricordiamo sempre che serenità, buon cibo di qualità e vita all’aria aperta, sono gli ingredienti essenziali al libero fluire dell’energia vitale ed il mantenimento dell’omeostasi!

  Colon e vie respiratorie,  un legame logico e analogico.

Colon e vie respiratorie, un legame logico e analogico.

CARIE DENTI? No grazie! Un segreto per prevenirla? le buone abitudini alimentari.

Fai una prova: verifica con la cartina tornasole il ph della saliva del tuo bambino. Conoscere il grado di acidità della saliva (che mai dovrebbe avere un ph inferiore a 6), ti permetterà di valutare eventuali predisposizioni a carie o ad erosione dentale, causate entrambe dall’ambiente acido.

Contrariamente alla credenza popolare, le carie non sono causate dallo zucchero, ma dai batteri che si nutrono dello zucchero rimasto in bocca, anche se in piccole quantità, creando fermentazione. Pertanto attenzione non solo alle caramelle ma a tutto il junk food, patatine e bibite incluse. La riproduzione di batteri acidofili è molto rapida e di solito è correlata a cattivo odore.

Nell’ultimo decennio sono usciti numerosi studi sulla natura di questi processi batterici e sui modi per contrastarli. nel 2008, un gruppo di ricercatori canadesi è giunto alla conclusione che vi sono anche batteri benefici che possono prevenire, e talvolta persino aiutare a curare, alcuni disturbi e patologie del cavo orale come la carie e l’infiammazione parodontale. Una sperimentazione su circa 600 bambini ha dimostrato per esempio che “l’assunzione di latte con aggiunta di Lactobacillus rhamnosus riduce la quantità media presente nel cavo orale di Streptococcus mutans, e diminuisce lo sviluppo di carie. I risultati sono ancora superiori per i bambini dai 3 ai 4 anni” afferma Daniel Grenier, direttore dell’Oral Ecology Research Group della Laval University a Ville de Quebec, in Canada, e docente universitario di Odontoiatria. (https://www.cda-adc.ca/jcda/vol-75/issue-8/585.pdf)

I probiotici per la salute del cavo orale

Quei microorganismi, e in particolare quei batteri, che favoriscono il riequilibrio e la salute umana, sono in generale definiti probiotici. vi sono molte specie di probiotici che hanno una specifica utilità per il cavo orale. Sentiamo ancora il dott. Grenier: “La utilità dei probiotici nella salute del cavo orale, si trova nella loro possibilità di sostituirsi ai batteri dannosi proprio laddove si formerebbero le colonie, diminuendone di fatto la presenza ed ostacolandone l’attività. Alcuni probiotici inoltre, producono sostanze che riducono il numero di batteri dannosi essendo per loro letali: acidi organici, perossido d’idrogeno e batteriocine. Alcuni esempi di probiotici efficaci in questo senso sono il batterio lattico Weissella cibaria e Lactobacillus reuteri, entrambi capaci di ostacolare la proliferazione di Streptococcus mutans; una sperimentazione condotta in Giappone ha dimostrato in particolare che l’assunzione di yogurt addizionato con Lactobacillus reuteri, quotidianamente, per due settimane, ha portato alla riduzione della concentrazione salivare di Streptococcus mutans dell’80 per cento; risultati simili sono stati ottenuti durante una sperimentazione con gomma masticabile e compresse orosolubili.”

Il “Lactobacillus reuteri svolge anche un’azione indiretta: il suo effetto antinfiammatorio sulle cellule della mucosa intestinale porta a una diminuzione dei parametri infiammatori in tutto l’organismo.”

Ma è possibile inserire i probiotici direttamente nella alimentazione naturale? Ho in preparazione nuovi contenuti per te che risponderanno anche a questa domanda! Per ora, posso dire che il rimedio più importante rimane sempre…non produrre il danno! Per questo, voglio ricordarti un passaggio determinante, che sta a ciascuno di noi te mettere a frutto nella vita quotidiana:

Più un alimento è zuccherino e introdotto frequentemente, più il ph della saliva entrerà in una fase di criticità.  

Concludo con alcune indicazioni generali per prevenire la carie dentale nel bambino:

  1. Non appena al bambino spuntano i denti, prendere l’abitudine di spazzolarli dopo ogni pasto: il latte materno contiene prebiotici e sostanza che contrastano la carie, ma in generale non si può dire lo stesso per i cibi preparati!  
  2. Non permettere al tuo bambino di portarsi a letto la bottiglia di latte o altri cibi, perchè ancor prima che un problema di alimentazione questa diventa una forma di abitudine, un “appoggio emotivo” che va invece cercato in altre direzioni.
  3. Permetti al bambino di lavarsi i denti da solo, poi spazzolali un’altra volta. I bambini hanno bisogno di aiuto fino all’età di 7 o 8 anni. Due volte al giorno sono sufficienti, tre volte al giorno sono ancora meglio!
 Caire denti? No Grazie! ;)

Caire denti? No Grazie! 😉

“Edificate le vostre intime adiacenze. Praticate il silenzio! Io ricordo la meravigliosa disciplina dei Grandi Uni. Quando eravamo soliti parlare e chiacchierare, essi ci dicevano: – Ritornate nel vostro castello interiore. –
Era molto difficile comprenderli, ma ora capisco la via della pace che ci veniva mostrata.”
Paramahansa Yogananda

Io sono certa che tanta della fatica che si fa in questo periodo (e anche tante influenze che ci bloccano a letto), derivino proprio dalla distanza che mettiamo fra i sopiti bisogni spirituali e le spinte centrifughe di una socialità scollata dal vero senso intimo della Natività. O almeno, è questo il disagio che provo io, in questo periodo di rinascita interiore.

Quindi abbellisci sì il tu albero…ma dedicati sopratutto al tuo castello interiore. Come fare?

In Occidente sta aumentando l’interesse per lo Yoga e per le altre discipline orientali…soprattutto quando si propone qualche esperienza di meditazione. Di solito però i partecipanti non sembrano avere idee precise su ciò che tale pratica significhi, su cosa signifchi meditare.

A parte una generica idea di benessere, molti praticanti sia alle prime armi che esperti, danno l’impressione di aspettarsi una specie di psicoterapia. A parte il fatto che anche un risultato terapeutico è verosimile, dovrebbe essere questo considerato un effetto secondario di un processo molto più profondo e completo. Lo Yoga, come tutte le vie, richiede un impegno costante, una “durata della coscienza”, che consenta al praticante di guardare oltre alle difficoltà quotidiane e contingenti.

Ogni giorno trova venti minuti per meditare. A meno che tu non sia troppo occupato. In questo caso devi meditare per un’ora.

— Antico detto Zen

Ricordo con piacere un mio insegnante che, quando incontrò il suo maestro e gli chiese di partecipare ai suoi corsi, fu da principio rifiutato, perché aveva espresso la speranza che la pratica facesse scomparire dei forti dolori di capo, ribelli a ogni cura. Il maestro spiegò: “Lo scopo della pratica è curare tutte le infelicità della vita. La malattia di cui soffri non è in realtà se non una piccolissima parte delle tue sofferenze. Se ne andrà, ma solo come sottoprodotto del processo di purificazione mentale. Se fai del sottoprodotto il tuo scopo principale, allora svilisci la pratica. Non sei qui per curare il corpo, ma per liberare la mente”.

…Hari Om Tat Sat 🙏

Come stanno schiena, ginocchia,  anche,  spalle,  piedi e insomma tutta la postura? 

Per stare bene, cominciamo dall’inizio: insieme all’alimentazione, è necessario partire dalla base: i piedi! Sì proprio i piedi, sia con la pratica dello Yoga, che studiando le cure naturali da offrire alle nostre radici, i vari approcci di riflessologia plantare, sia cercando di capire come i piedi possano influire sulla naturalezza della postura e sul metabolismo di tutto il corpo.

 

I tuoi piedi come Mappa Olografica

Il modello olografico si basa sul concetto di informazione globale che lega una parte al tutto: la parte è un ologramma del tutto, in quanto contiene l’informazione relativa ad ogni altra parte: in sintesi contiene il tutto. L’ologramma inteso come fenomeno realizzato con un ssitema fotografico al laser, è una dimostrazione pratica di questo concetto, che rende evidente come il concetto di analogia sia nell’ordine naturale dell’universo fisico. 

Così come la lastra olografica contiene in ogni suo punto l’immagine intera, cioè tutte le informazioni tridimensionali dell’oggetto fotografato, allo stesso modo funziona la vita: una cellula contiene le informazioni realtive a tutto l’organismo, e l’uomo, grazie alla conoscenza ed all’intuizione, contiene in sè la matrice dell’informazione totale del sistema universo. Anche il piede ha una forte caratteristica olografica, e tradizionalmente è sempre stato una mappa privilegiata per accedere alla matrice dell corpo umano e in particolare degli organi.

Questo modello è già stato condiviso da grandi ricercatori nella storia: nella Medicina Psicosomatica, nella Psicologia Transpersonale, come dal grande Ermete Trismegisto nella Tavola Smeraldina che si esprime col concetto: “come in alto, così in basso”.

Il piede, (come l’orecchio) è una mappa olografica perfetta di tutto il nostro organismo. Il piede mostra in quale modo ci manteniamo in equilibrio fisico, se stabilmente oppure no, se siamo ben piantati a terra, e quale è il nostro equilibrio energetico: a discapito di quali logge energetiche sosteniamo la nostra quotidianità? Dal modo con cui siamo radicati alla madre terra possiamo comprendere il modo in cui siamo “piantati” emotivamente ed il funzionamento dei nostri organi. Abbiamo molto da imparare sul contatto con il suolo ed il rapporto con la forza di gravità, che può essere una preziosissima alleata per raggiungere gli obiettivi della nostra pratica.

 

Come integrare la Riflessologia Plantare con lo Yoga? 

Si dedicano alcuni minuti ad inizio sequenza, al semplice trattamento dei principali punti riflessi della colonna vertebrale e di quei meridiani energetici propedeutici alle posizioni (asana) che andremo a svolgere. Questo passaggio inizale darà una risattivazione preventiva alla consapevolezza corporea, che verrà ulteriormente approfondita durante il lavoro di ascolto che caratterizza le Asana. Alla fine della sequenza, l’effetto energetico sarà stato molto superiore, proprio nella direzione scelta tramite le stimozioni iniziali. 

Dopo ogni sequenza, la sensazione di riattivazione dello scorrere energetico è palpabile, e ciò costituisce un’esperienza formativa che costruisce un ricordo: il nostro corpo e la nostra mente imparano insieme un nuovo modo di essere.  Sarà poi ideale ripetere la pressione dei medesimi punti, ogni sera anche a casa, magari scambiandosi questo dono con il proprio compagno! 

Risulta chiaro come sia importante una scelta oculata dei punti su cui intervenire, e della necessaria pressione. Questi fattori andranno accordati con le giuste sequenze di Asana. Sarà poi necessario dare al lavoro un ritmo tale da consentire al corpo di assimilare l’esperienza. Per tutti questi motivi offro questo lavoro dal vivo solo in piccoli gruppi e previa verifica individuale dello stato energetico e di buona salute.