Estratto gustoso dal valore prebiotico grazie all'inulina contenuta nella cicoria,

cicoria – mela – ZENZERO – LIMONE

Ottimo supporto della pulizia dell’intestino, nella fase di reintroduzione di probiotici. Stimola la digestione, depura il fegato, aiuta l’organismo ad assorbire meglio il calcio ed altri minerali. Ottima l’eventuale aggiunta di semi di lino, consigliata per alcuni caratteriotipi, mentre ad altri andremo a togliere la mela, sostituendola con il finocchio e la polvere di moringa.

Ingredienti:

  • 4 foglie di tarassaco, meglio se con radice

  • 1\2 mela verde

  • il succo di 1\2 limone

  • 1 pezzetto di zenzero

  • 1 cucchiaio di semi di lino tritati
DETOX di primavera

FINOCCHIO – TARASSACO – ZENZERO – LIMONE

Depura il fegato aiutando a smaltire gli accumuli di tossine depositate nell’organismo.

Purifica il fegato e sostiene il pancreas

Risolve la flatulenza sgonfiando l’intestino e la parte bassa del corpo.

Ingredienti:

  • 1 manciata di foglie di tarassaco

  • 1 finocchio

  • il succo di 1\2 limone

  • 1 pezzetto di zenzero

Questo squisito estratto fornirà nuova energia all’inizio della tua giornata! 

Oppure diventa un gustoso aperitivo o, ancora, uno snack da completarsi con semi oleosi\frutta secca…. ma solo per alcuni biotipi.

Ogni anno che passa ci troviamo sempre più a fare i conti con una (non-)cultura che fa del Natale una festa senza spiritualità, mentre il Natale sarebbe il momento della rinascita interiore che nella nostra cultura è tradizionalmente associata al Cristo, con tutto ciò che rappresenta, e non il Natale del cibo ricco in calorie vuote che appesantisce il corpo, né tanto meno il Natale dei regali superficiali, con l’inutile spreco di carta&plastica che appesantisce il pianeta.

Arriviamo infatti all’Epifania, che ogni festa si porta via, tirando un respiro di sollievo. Con questa festa onoriamo il potere della manifestazione, e con la Befana ci apprestiamo a ripartire, si spera con il piede giusto, dopo un momento di resa dei conti in cui tiriamo le fila di quanto realizzato nell’anno terminato.

Come possiamo rendere questo momento edificante e costruttivo, anche per i nostri bambini?

Premetto che sono fermamente contraria all’abitudine ed al ricorso di caramelle e dolcetti, credo fermamente che i nostri bambini andrebbero maggiormente tutelati, sicuramente nel periodo del nido, poi ancora durante gli anni della materna, iniziando ad abbassare la guardia solo negli anni finali delle elementari.

Non è tanto la paura delle carie, che dovrebbe guidare una retta azione, di protezione dei nostri  bambini, da questa invasione di sapori artificialmente dolci e sgargianti, bensì il problema della resistenza periferica dell’insulina, che può apportare danni al metabolismo. 

I bambini piccoli andrebbero, in accordo fra coniugi e varie figure educative, protetti da quegli irresistibili piccoli dolci, che hanno la caratteristica d’indurre un consumo continuo. 

Posso affermare per esperienza personale che i bambini che crescono senza questa dannosa abitudine, ne declinano volontariamente il consumo, nonostante la proposta arrivi drammaticamente da figure autorevoli come l’educatore della scuola materna o il pediatra che vuole ingraziarsene i favori. Arrivando così ad approdare alle scuole medie senza la dannosa abitudine, radicata, di avere sempre qualcosa in bocca da masticare.

E nei casi in cui l’abitudine ormai c’è?

Occorre rimboccarsi le maniche e limitare i danni!!  Sì perché non c’è niente di più sbagliato del non fare niente, perché si può fare poco!

Pensando alla salute vediamo alcune semplici ed efficaci regole che possiamo applicare fin da subito per tutelare il metabolismo dei nostri amati bambini:

  1. evita che mangino caramelle, o bevano succhi industriali, a stomaco vuoto. Nonostante la più incalzante delle richieste, comunicherai fermamente che il consumo sarà posticipato alla fine del prossimo pasto.
  2. evita le caramelle dolcificate e\o colorate artificialmente. È verificato come alcuni di questi coloranti favoriscano l’iperattività. Per questo nelle etichette, recependo un obbligo di legge, trovi sempre l’indicazione dell’eventuale pericolosa presenza di questi coloranti. Purtroppo non sempre abbiamo la necessaria lente d’ingrandimento, indispensabile per riuscire a leggerle. 
  3. evita caramelle o bevande di facile reperimento, a basso costo e\o che riportino sulla confezione (nonostante il sapore dolce artificiale), l’abusato quanto deviante slogan  “senza zucchero”. Si è visto come il sapore dolce ottenuto attraverso dolcificanti chimici, anche  quando riporti un ridotto indice glicemico, possa esser ugualmente destabilizzante per il metabolismo degli zuccheri.
  4. preferisci le caramelle biologiche, in quanto la normative che regola gli alimenti bio ne vieta l’uso sia dei coloranti che dei dolcificanti artificiali.

Ma allora cosa metto nella calza della Befana?

Se hai fretta e proprio vuoi ricorrere ai prodotti confezionati, meglio allora acquistare prodotti biologici, in negozi tipo NaturaSì, dove guardando bene le etichette potresti trovare accettabili caramelle, cioccolatini, merendine, sani biscotti e lecca lecca.

Ma potresti provare anche idee alternative, iniziando piano piano con le sane bontà o con i bellissimi manufatti dei negozi Exaequo-Bottega del mondo, del commercio equo e solidale. Ancora potresti andare in libreria e cercare simpatici e piccoli libri, oppure ancora in edicola o in negozi di divertimento, a prendere stickers e\o piccoli giochi di società oppure ancora le amate figurine. Insomma cerchiamo di fare una calza “pensata” per il bene del bambino oltre che per il suo piacere e divertimento!

Certamente l’autoproduzione di biscotti e bon bon fatti in casa, resta sempre un’ottima iniziativa.

Molto apprezzate risultano sempre infatti le gelatine di frutta, per le quali occorre attrezzarsi con l’acquisto di adeguati piccoli contenitori.

Il procedimento delle gelatine è molto semplice e varia dalla consistenza che vorrete ottenere. L’unico accorgimento fondamentale resta la necessità di sciogliere in poco liquido freddo l’agar agar, cercando di evitare le formazione di grumi. Si farà poi bollire a fiamma bassa per 3 o 4 minuti, mescolando di tanto in tanto. Aggiungere a questo punto tutto il liquido,  riportando velocemente il bollore per spegnere poi subito il fuoco. Aggiungere la frutta (eventuale) e mescolando bene sporzionare negli stampi di silicone. Lasciate raffreddare in frigo coperto o a temperatura ambiente.

Nel gruppo FB “Cura Te Stesso”  posterò a breve la preparazione di simpatici e succulenti lecca lecca di miele e arancio. Resta sintonizzato!

Bevete lentamente giù lungo le corde vocali, poi muovete l’acqua nello stomaco. Poi evacuatela”. (Gheranda Samhita)

 l'importanza della supplementazione probiotica post lavaggio l’importanza della supplementazione probiotica post lavaggio

Il termine Shanka Prakshalana, che si può tradurre letteralmente come “pulizia della conchiglia”, si riferisce a una magnifica pratica di pulizia totale del nostro circuito digestivo, dalla bocca all’ano (la conchiglia). E’ facile da eseguire e meriterebbe di essere conosciuta e applicata in tutto il mondo per gli straordinari benefici che apporta all’organismo… a costo minimo!

Nota importante prima di proseguire: invito tutti gli interessati, sempre e comunque, a valutare insieme al proprio medico curante le proprie condizioni di salute e l’opportunità di eseguire questa pratica. io, Marina Giusti, e il mio team, non ci assumiamo nessuna responsabilità per chi, pur con le migliori intenzioni e seguendo le indicazioni, esegue una pulizia dell’intestino senza un controllo medico preventivo e mirato.

Una antica pratica per alleggerire l’inverno, eliminare il superfluo nel corpo e nella mente. La premessa indispensabile per capire e giustificare questa pratica, eseguita ai cambi di stagione, si inserisce in una visione integrata dei nostri organi nella vita quotidiana. Se infatti seguiamo le consolidate abitudini alimentari del nostro stile di vita occidentale, ci ritroviamo con un intestino sovraccarico, intasato, nelle cui anse spesso stazionano depositi fecali che, fermentando, creano inarrestabili processi di infiammazione prima e di degenerazione poi. E’ da questo processo che derivano le malattie, sostengono tutte le Medicine Tradizionali, dal raffreddore al cancro,  anche la cosiddetta “cervicale”, spesso fra-intesa nella sua genesi come un disturbo di esclusiva pertinenza dell’apparato muscolo scheletrico, o al massimo del sistema miofasciale. Sappiamo che in molti casi non è così: curiosamente, soprattutto quando insieme al dolore compaiono nausee e crisi di vomito, è il cattivo funzionamento del nostro fegato che dobbiamo chiamare in causa.

E’ accertato che, spesso, le tossine epatiche, anziché migrare naturalmente verso il basso ed essere espulse dall’intestino, risalgono fino al tratto cervicale e da lì scatenano il fenomeno doloroso, la nausea ecc. Tutto ciò confonde le idee e anche le modalità terapeutiche. Certo è che prima di arrivare alla pulizia del fegato sarà bene rinforzare i reni e poi ripulire il nostro intestino ad esempio utilizzando la tecnicaconosciuta col nome di Shanka Prakshalana, che si può tradurre con “gesto della conchiglia”, a ricordarci che l’interno di una conchiglia è sinuoso e percorso da vari interstizi, come il nostro intestino. Il canale digerente è il primo confine e luogo di scambiotra gli organi interni ed il mondo esterno, che introduciamo sotto forma di cibo. Questo è quindi il primo livello da curare per mantenere o riguadagnare la salute: ecco spiegata l’importanza centrale del Shankprakshalana.

Andrè Van Lysebeth nel suo libro \”Perfeziono lo yoga\” ci presenta diverse tecniche di purificazione del corpo fisico e pranico, al fine di ottenere una nuova giovinezza: shanka prakshalana (lavaggio intestinale), vamana dhauti (pulizia dello stomaco) e danta dhauti (pulizia della cavità orale). Questa tecnica, che la Gheranda Samhita considera la migliore delle Dhauti, è largamente riconosciuta per la sua efficacia.

Anche Svâtmârâma, nella “Lanterna dello Hatha-yoga” (Hatha-yoga-pradîpikâ)  nei primi due capitoli illustra le tecniche di purificazione (shat-karman). Tale era la prudenza e la sapienza degli antichi Maharishi – grandi saggi – che trasmettevano il loro sapere ai discepoli in una forma concentrata e sicura entro brevi e succosi aforismi. I Maharishi assimilarono per “scienza infusa” “la Verità della disciplina yogica” e la trasmisero tale e quale, come abbiamo visto, criptata, a protezione e beneficio dei posteri. Lo studio e la decodificazione di questi sutra è stata vista da sempre come una sfida agli occhi dello studioso ma nessuno può affermare oggi, in questo momento così significativo per la scienza, che quanto esposto da quei grandi Maestri di un passato remotissimo sia attualmente inattendibile o criticabile da un punto di vista razionale e scientifico.

La pratica complessivamente dura tre giorni; non spaventatevi, in realtà è semplice e facile da eseguire e nei tre giorni arriviamo a capire tante cose belle del nostro corpo. La sera precedente l’esecuzione di Shank-prakshalana, assumeremo poco cibo, molto leggero: una minestrina leggera di verdura, verso le 19 sarebbe l’ideale. Il mattino dopo, completamente digiuni, senza lavori o incombenze da seguire (bambini attorno, o parenti inutilmente apprensivi), inizieremo a bere acqua calda (ma non caldissima) e salata (con uno specifico sale). Berremo l’acqua a bicchieri, non velocemente e non a piccoli sorsi, un bicchiere alla volta, con decisione, e praticando esercizi di yoga che facilitano lo scorrimento dell’acqua nel tubo digerente.

Appositi e specifici asana, ripetuti ognuno per 5 o 6 volte ad ogni bicchere.  Solitamente il lavaggio vedrà il via dell’evacuazione dopo 8-10 tazze.

Continuando a bere e a praticare, osserverete che le feci si presenteranno sempre più scomposte: fino a quando, da ultimo, uscirà acqua pulita!

Si arriva così alla fine, …..a questo punto praticheremo una meditazione in ascolto dello spazio interno vuoto e pulito…. in shavasana; ma, entro mezz’ora, occorre mangiare un bel piatto di riso bio basmati, bianco, ben cotto, condito con ghee (burro purificato che avremmo preparato insieme), al fine di lubrificare per bene e proteggere il tessuto intestinale. Se avete sete potete assumere a piccoli sorsi della semplice acqua naturale, non gasata e non fredda, o una tisana di finocchio o di malva (ottima per completare l’effetto decongestionante di Shankprakshalana).

Nei due giorni successivi occorrerà moderare l’alimentazione:  niente cibi acidi o piccanti, niente sughi o fritti o dolci o bevande gasate. Un po’ di riso basmati o un po’ di pasta, della verdura lessata e condita con olio d’oliva, un frutto “innocuo” tipo la mela, o qualche pezzetto di banana. Ma soprattutto osservatevi: guardate come il corpo è più morbido e rilassato, come è limpido il fondo dell’occhio, come è più leggera e scorrevole la vostra saliva. Come siete più felici! E soprattutto ascoltate quella meravigliosa sensazione di “vuoto” nella vostra pancia… Iniziate da lì e non permettetevi più gonfiori addominali, stitichezza e quella sgradevole impressione di “pienezza” che qualcuno confonde con la soddisfazione alimentare.

Controindicazioni: Non si pratica Shankprakshalana in gravidanza, durante il periodo mestruale potrebbe dare fastidio (ma il giorno precedente il mestruo sì può fare, vedrete come l’effetto rigenerante sarà più completo). Non si pratica con patologie addominali in corso o pregresse – se di una certa rilevanza – e quando esistono disturbi cardiovascolari. In tal caso consultare prima un medico. Il sale va tolto o sostituito se ipertesi. Assolutamente controindicato in caso di ulcere.

 Come aiutare il bambino ad alleviare il disagio della dentizione

Come aiutare il bambino ad alleviare il disagio della dentizione

La costituzione o terreno di base del bambino influenza molto l’andamento della dentizione. Inutile starne a descrivere i sintomi, se il vostro bambino è fra quelli che accusano fastidio in questo passaggio della vita, ve ne sarete già resi conto da voi, senza che io stia ad elencarne le manifestazioni che sono solitamente:

  • fastidio e facile irritabilità
  • sensibilità alle gengive e bisogno di avere sempre qualcosa in bocca
  • aumentata suzione nelle ore notturne a causa di difficoltà a dormire per un tempo prolungato
  • rifiuto del cibo che non sia il seno o il latte in formula
  • salivazione aumentata e arrossamento del viso
  • arrossamento del sederino
  • feci tendenti al verde e un pò schiumosette
  • febbricola

Gli aiutanti del bebè:

  • le manine portate sempre alla bocca per premere  sulle gengivine. Cercate di tenerle pulite e non stressateli inutilmente cercando di impedirglielo.
  • impacchi con tisana di malva tiglio e altea raffreddata:   imbibire una garzina con la tisana e massaggiare con delicatezza la gengiva dolente. 
  • impacchi con bicarbonato: sciogliere un cucchiaino abbondante di bicarbonato in mezzo bicchiere di acqua fredda, bagnare bene una garzina e massaggiare la gengiva dolente.L’azione lenitiva del bicarbonato riporterà il pH corretto.
  • la collanina d’ambra, è un consiglio della antroposofia che ci arriva dagli insegnamenti di Rudolph Steiner.  Questa ambra è una resina, che non deve essere messa in bocca dal bambino poiché la sua funzione si esplica grazie alla sua capacità di rompere i campi magnetici. Nel bambino in corso di dentizione, le cellule infiammate trattengono i liquidi creando campi di tensione, che premendo sulle mucose generano dolore. L’ambra rompendo questi campi scioglie queste tensioni rendendo il bimbo meno sofferente, più calmo e facilitandone il sonno.
    Nuove ricerche hanno constatato come le vibrazioni intermolocolari del calcio siano molto simili a quelle dell’ambra. Pertanto la vibrazione armonica dell’ambra aiuta il calcio a depositarsi sul dentino in formazione, che diviene più forte e fuoriesce più facilmente da una gengiva meno infiammata. Se poi consideriamo l’innumerevole quantità di campi elettromagnetici (telefonini, computer, ecc.) che al giorno d’oggi circondano i nostri bimbi, questa  bella collanina si pone come un rimedio protettivo. Per prevenire incidenti bisogna acquistare collane fatte apposta per la dentizione, a misura di bimbo piccolo, in cui non possa impigliarsi, con chiusura a vite, con le perle legate a doppio nodo singolarmente, in modo da non poter scivolare via in caso di rottura.
  • gel da applicare sulla gengiva: gel Weleda alla ratania (purtroppo contiene un po di alcol) oppure Chamodent baby gel di Mama Natura con estratto di malva, ricco in mucillagini acido ialuronico butirrato estremamente benefico, promuove l’idratazione, limita il processo irritativo anche grazie all’estratto di camomilla e dal pantenolo, dalle proprietà emollienti. Non contengono anestetici locali, sono senza zuccheri, glutine e ftalati
  • Il rimedio omeopatico Calcarea carbonica (o Calcarea carbonica ostrearum o Calcium carbonicum Hahnemanni). Il carbonato è il minerale di calcio più abbondante in natura. É il rimedio per la dentizione difficile del lattante,  ma è anche un rimedio di terreno che agisce sulle forze vitali dell’organismo. Nel bambino con problemi di dentizione ci aiuta a riequilibrare l’assorbimento del calcio, inoltre è interessante in quanto agisce ad ampio spettro sia sulle ossa che sulle articolazioni, nonché sulle ghiandole linfatiche, sulla pelle, nell’apparaoi digerente, respiratorio e urinario (si consiglia anche per il bambino che soffre di enuresi).
  • quasi ultima, causa difficile gestione,  la radice di iris (o radice di viola) che vanterebbe proprietà antiinfiammatorie ed antidolorifiche qualora gradita e tenuta in bocca. Purtroppo sia con i miei figli che in tanti anni di lavoro con i bambini, non ho sentito molti  commenti positivi nell’uso di questo rimedio. Sarei ben contenta di esser contraddetta da qualche mamma.  
  • un po di sollievo dalle verdure fredde da succhiare  (carote, sedano, finocchio raffreddati in frigo), ma anche spicchi di mela o arancio o mandarino sempre da frigo (tutto il frutto intero).  Qualora dovessero già esserci alcuni dentini potreste sempre ricorrere all’apposita retina contenitiva così da non dover sempre essere in ansia, per i pezzetti pericolosi che il bambino potrebbe staccare.

COSA EVITARE:

  1. gli anelli da dentizione potenzialmente tossici contenenti ftalati.
  2. gli anelli da dentizione in legno che non abbiano chiaramente indicato in etichetta di essere di legno naturale e non trattato.
  3. il miele rosato, almeno sotto l’anno di età
  4. tachipirina o altri antidolorifici epatotossici …… mi rifiuto di argomentare…. dovrei farlo?