Gelato leggero senza zucchero frutta

Gelato artigianale, Gelato vegan, Gelato senza zucchero…E’ veramente possibile che il gelato diventi un valido alleato della tua salute, e perchè no , anche della tua linea?

Una merenda leggera,che ti aiuti a mantenere il senso di sazietà, e resistere alle tentazioni?Uno spuntino per i bambiniper creare una sana abitudine alimentare ed aiutarli il più possibile nella loro crescita con nutrienti veri?

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Per alleggerire il corpo, alleggerire la mente da tutto ciò che è superfluo! Iniziamo proprio dalla cucina…

Ricordi il buon vecchio latte di mucca? Ci sarebbero da fare tanti interessanti ragionamenti, senza demonizzarlo a prescindere, e prima o poi li faremo 😉 Certo è che, quando volessimo sostituirlo, dovemmo valutare bene il rapporto pregi e difetti delle proposte alternative.

Maggiormente digeribile rispetto il latte vaccino, troviamo sia il latte di capra che  quello di pecora. Anche in questo caso è comunque necessario controllare la qualità di vita degli erbivori in questione.

Quello che vogliamo approfondire oggi, è il complesso universo delle bevande vegetali. Se ci mettessimo d’impegno a leggere le etichette di quello che andiamo ad acquistare, forse smetteremmo di comperarlo e penseremmo alla…autoproduzione! Il latte vegetale infatti non necessita di prendersi cura di una mucca per poterlo avere fresco ogni giorno…

A parte gli scherzi, una bevanda vegetale accettabile dovrebbe contenere il cereale o pseudo-cereale in questione, acqua, e al limite dell’olio di girasole spremuto a freddo, senza altri addensanti, nessun stabilizzante, zero gommine…..etc etc!

 Come suggerimento di bevanda pronta all’uso, di sicura qualità, suggerisco sempre quella ottenuta dal cocco, i cui ingredienti dovrebbero essere: cocco e acqua.

Ora vediamo perché limitare al massimo il consumo del tanto popolare, quanto da me sconsigliato “latte di soia”. In primo luogo, la soia gialla non fa bene al nostro pianeta….  tutto ciò che fa male alla nostra madre terra indirettamente fa male anche a noi. Vi sono però molti più motivi per i quali la soia gialla non fa bene alla nostra salute, infatti:

    •    Contiene fitoestrogeni, particolarmente controindicati per uomini e bambini in quanto, imitando gli ormoni estrogeni naturali del corpo può portare ad uno squilibrio di testosterone, con conseguente infertilità , riduzione di spermatozoi, e aumentato rischio di tumori.

    •    Nelle donne, può causare una dominanza estrogenica collegata a sterilità , problemi mestruali e forme di degenerazione cellulare.

    •    Contiene molto acido fitico in grado di inibire l’assorbimento di minerali importanti come ferro, magnesio, zinco, calcio, rame (di cui spesso siamo già pericolosamente carenti) .

    •    Inibisce la proteasi e gli enzimi necessari alla digestione di alcune proteine

    •    contiene dei potenti composti che possono portare a disturbi del sistema endocrino e della tiroide. I neonati allattati conformule a base di soia hanno un rischio molto più elevato di sviluppare malattie autoimmuni della tiroide.

    •    In generale il consumo eccessivo di alimenti a base di soia aumenta la necessità del corpo di vitamina D, vitamina B-12, di calcio e magnesio.

Ma non dobbiamo esagerare nemmeno con le bevande di mandorla, quinoa, avena, amaranto, canapa, piselli, lenticchie, miglio, noce, nocciola..…

Vediamo come tutte le bevande industriali siano per lo più:

    •    cariche di fitati

    •    concentrate in zuccheri 

    •    a ridotto quantitativo di materia prima

L’autoproduzione di bevande vegetali diventa così la scelta da preferire, anche se non da usarsi continuamente.

Passaggi chiave dell’autoproduzione:

  1. scelta della materia prima; ad esempio scegliere la frutta in guscio rispetto a quella sgusciata e pelata, il cereale integrale e possibilmente germogliato.
  2. ammollo prolungato (24\48h) così da rendere maggiormente biodisponibili le sostanze presenti nel chicco migliorandone il processo di digestione. Frequente ricambio dell’acqua, così da eliminare le sostanze dannose. Risciacquo accurato.
  3. usare l’estrattore o il frullatore, insieme all’acqua nella proporzione di almeno 1 a 5 (1 litro di acqua 200g di materia prima). Frullare finemente, filtrare, aggiungere vaniglia o altri aromi a piacere ed ecco la bevanda pronta!

E’ ovviamente da evitare l’aggiunta di dolcificanti, in caso di necessità di ottenere un gusto più dolce puoi sperimentare con l’aggiunta della stevia.

Focus sulle proprietà del latte di cocco

la noce di cocco è un frutto ricco di preziosi acidi grassi a catena media e acido laurico. Ha molti benefici per la salute, è particolarmente buono e adatto per i bambini. Facile da autoprodurre avendo due soli ingredienti:

  • 1 tazza di cocco fresco grattugiato o tritato con un robot da cucina
  • 3 tazze (di eguale misura) di acqua

Procedimento senza estrattore:

  1. riscalda l’acqua, ma non farla bollire!
  2. Metti nel frullatore il cocco e un po dell’acqua. Frulla per alcuni minuti fino ad ottenere una crema densa e cremosa.
  3. Versa attraverso un colino a maglia fine per separare la maggior parte della fibra di cocco, e poi eventualmente filtra ulteriormente utilizzando un telo di cotone (lavato solo con acqua e acido citrico) o attraverso più spessori di garza, per eliminare le parti semisolide restanti.
  4. Aggiungi il resto dell’acqua e azione il frullatore così anche da pulirlo bene.

Opzioni aggiuntive:

  • aggiungere 1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia;
  • per farne un dessert: 1/2 tazza di frutti di bosco anche congelati, oppure ancora 1/2 cucchiaino di vaniglia. Bere subito o conservare in frigorifero.

Il latte di cocco dovrebbe essere consumato entro 3-4 giorni poiché essendo senza conservanti e additivi  vari  può separare la parte liquida da quella più cremosa. Resta pertanto buona regola scuotere o mescolarlo prima dell’uso.

Focus sulle proprietà del latte di mandorle

Le mandorle contengono la preziosa vitamina E, la vitamina B2 , la B7 nota come biotina, importante per la pelle e la bellezza dei capelli, il manganese, il rame e molte altre sostanze nutrienti e vitali.

Il consumo di grassi sani, fra cui le mandorle, è stato collegato alla riduzione dello stato di infiammazione sistemica, con benefici sul riequilibrio del colesterolo, nello smaltimento dell’eccesso di peso corporeo, nella regolazione del glucosio, e più generalmente in una riduzione dello stress ossidativo.  Alcuni studi hanno mostrato come il consumo di mandorle svolga un ruolo positivo nel ridurre il rischio di malattie degenerative.

Chiaramente questi vantaggi possiamo averli anche prendendo l’abitudine di fare uno spuntino con un frutto (ad esempio una mela) seguita da alcune mandorle appena sgusciate. Quindi essenzialmente il mio consiglio è: mangia direttamente le mandorle e lascia il latte ai vecchietti sdentati! Del resto si sa, invecchiando si torna bambini!

Un saluto da Marina, ciao!

Da quest’autunno, in casa abbiamo preso l’abitudine di mangiare il kefir ogni mattina. La nostra coltura di “grani” sta crescendo e riusciremo presto a diversificare i barattoli, tra latte di mucca e latte di capra. L’esperienza ci conferma le sue qualità impareggiabili…se vuoi saperne di più continua a leggere! Quello che segue, è un estratto in anteprima dal mio libro in uscita a novembre…

Il kefir è un alimento che puoi preparare in casa a partire da latte di mucca, capra, o da latte di cocco. Parleremo qui del Kefir di latte di mucca, specificando quando necessario le differenze con gli altri tipi. Il kefir viene spesso paragonato allo yogurt ed ha un sapore simile, ma ne supera di molto i benefici. In particolare il kefir, a differenza dello yogurt:

  • Contiene molte più specie di batteri e lieviti utili per svariate funzioni del nostro corpo;
  • Aiuta efficacemente a combattere la candida;
  • I suoi batteri riescono a raggiungere e ricolonizzare le aree dell’intestino con microbioma indebolito
  • ha un’azione persistente nel tempo, (mentre lo yogurt è attivo solo durante il passaggio nel canale digestivo)
  • ed infine…è più comodo dello yogurt da produrre in casa, perché i suoi batteri sono mesofili, attivano cioè la fermentazione a temperatura ambiente.

Spero che questo ti induca a decidere di cominciare una produzione di kefir per te e per la tua famiglia. Ecco una lista delle qualità specifiche del kefir di latte:

  • Contiene tutti gli aminoacidi essenziali, in forma facilmente digeribile. In particolare è una fonte di triptofano, un precursore della serotonina, che ha un effetto calmante sul sistema nervoso.
  • Ha un alto contenuto di sali minerali: calcio e magnesio
  • Contiene tutte le vitamine del gruppo B (biotina, acido folico, acido pantotenico, tiamina e B12) e la vitamina K: tutte vitamine che tipicamente mancano quando vi è in atto uno stato di disbiosi. Esse sono sintetizzate dagli stessi batteri amici presenti nel kefir, che dovrebbero essere presenti anche nel nostro intestino! Alcune di queste vitamine sono piuttosto rare nell’alimentazione comune: consumando kefir ne avrai un rifornimento sicuro.

Date queste caratteristiche fuori dal comune, il kefir ha notevoli benefici, che si possono riassumere nel suo nome: in turco infatti “kefir” significa “sentirsi bene”!

A partire dalla sua azione principale, cioè combattere la candida e i lieviti dannosi e ricolonizzare l’intestino con molti ceppi di batteri amici, vi sono benefici specifici:

  • aiuta a limitare il desiderio eccessivo di cibo, perché nutre realmente il corpo
  • migliora la salute e l’aspetto della pelle
  • ha una qualità raffreddante quindi è riequilibrante in caso di febbre o infiammazioni
  • aiuta fortemente il recupero della flora batterica dopo un periodo di antibiotici
  • aiuta a combattere la candidosi anche nella vagina, e favorisce l’attività del fegato
  • migliora l’alito, favorisce la motilità intestinale, ed elimina la flatulenza.

Come produrre il Kefir?

Il kefir, come tanti alimenti fermentati, richiede una coltura batterica preesistente: la “madre”, che qualche persona che condivide con te l’attenzione alla salute sarà probabilmente felice di donarti. La madre del kefir assomiglia a una serie di grani o bachetti bianchi: così appaiono le colonie dei nostri tanto desiderati batteri eubiotici!

I batteri del kefir si nutrono degli zuccheri del latte, creando il processo della fermentazione. Essi inoltre predigeriscono diverse componenti, come le proteine, rendendole più assimilabili per te.

I batteri del kefir hanno bisogno di nutrirsi continuamente, e hanno anche bisogno di aria. Andranno quindi tenuti sempre coperti di latte, e in un vaso aperto, che potrai coprire con una tela porosa per proteggerlo dalla polvere. Se qualcuno ti ha dato una parte della sua “madre”, probabilmente ti avrà dato una piccola coltura un barattolo chiuso per trasportarlo meglio, ma questa non è una condizione in cui i grani si possano conservare bene per più di qualche giorno, anche in frigo.

Prepara subito il tuo vaso e la tela per coprirlo, e trasferisci i batteri, coprendoli di latte. Dal primo momento che immetterai latte nuovo, i batteri cominceranno a lavorare e dopo 1-2 gg il contenuto del vaso sarà trasformato in kefir. Tieni il vaso del kefir in un luogo sicuro e pulito, a temperatura ambiente.

Il tempo necessario per la conversione del latte in kefir dipende dalla proporzione tra grani e latte, e ne farai esperienza diretta. Considera che comunque la coltura di madre aumenterà progressivamente, consentendoti dopo poche settimane di ottenere il kefir a scadenza quotidiana, anche se sei partito con pochi grani.

Quando vuoi gustare il tuo kefir, non dovrai fare altro che separare il kefir dai grani, utilizzando un secondo contenitore e un colino a maglie fitte. Riempi il colino di kefir e utilizza un cucchiaio per facilitare la colatura delle parti più dense. Alla fine con il cucchiaio preleva i grani che sono rimasti nel colino e ponili in un altro contenitore provvisorio. Ripeti questa operazione finché non hai separato tutti i grani e tutto il kefir.

Infine, prima di gustare il kefir, rimetti i grani in nuovo latte!

Puoi riutilizzare il vaso che hai scelto, purché ogni tanto lo lavi completamente, per purificarlo da altri eventuali ospiti non graditi. Rimetti i grani nel contenitore e coprili di nuovo latte (va bene anche freddo): il processo di produzione ha di nuovo inizio! Non ti resta che riporre il vaso, e l’indomani troverai nuovo kefir.

Nota bene:

  • per la produzione di kefir di latte si utilizza una madre diversa da quella del kefir di cocco
  • puoi conservare il kefir già filtrato per due giorni in frigo e consumarlo a piacere.

Come introdurre il kefir nella tua alimentazione

Il kefir è un alimento ricchissimo che ha controindicazioni praticamente nulle. La più grave è quella che condivide in generale con i latticini: è ricco di caseina, e se fatto con il latte di mucca, ha un ph acido. Una soluzione per l’acidità è l’uso del latte di capra: il kefir di latte di capra ha tutti i benefici di quello di mucca, e in più ha un ph alcalino; la differenza sostanziale è la mancanza dell’acido folico, che andrà introdotto in altri modi nella tua dieta.

Se invece hai problemi con la caseina (questo può avvenire anche all’inizio della fase di depurazione, quando il tuo intestino è ancora in condizioni critiche che potrebbero renderne difficile la gestione) sarà bene utilizzare il kefir di cocco, che non contiene la caseina, così come molte proteine. Sarà comunque un alimento determinante per ripopolare la tua flora intestinale, dopodichè potrai passare al kefir di latte, più nutriente.

Se sei intollerante al lattosio, ti farà piacere sapere che nel kefir esso viene in gran parte pre-digerito dall’enzima lattasi prodotto dai batteri. Un kefir ben fermentato potrebbe essere un alimento che puoi tollerare (il condizionale è d’obbligo), consentendoti di accedere a tutti i suoi benefici.

Quantità: puoi cominciare ad assumere 100g di kefir, possibilmente al mattino a stomaco vuoto, e comunque senza associare zuccheri. Questa quantità può essere gradualmente aumentata a seconda della tua percezione. Anche i momenti della giornata dipendono dalla tua esperienza, anche se assumerlo a stomaco vuoto ne esalta i benefici.

Vi sono però alcuni nutrienti necessari per completarne e bilanciarne l’azione, come le vitamine A, C, D, E, il magnesio, e le fibre. Per questo gli accostamenti alimentari più adatti sono i seguenti:

  • Verdure crude o cotte a vapore
  • Frutta acida, povera di zuccheri, come fragole, ribes, melograni, mirtilli, limoni, ananas, …
  • frutta secca e semi

Puoi anche creare frullati che avranno l’aspetto esteriore di classici yogurt commerciali, frullando insieme al kefir qualche frutto acido, olio di lino, e un po’ di stevia per dolcificare. Provalo a colazione o proponilo al tuo bambino…gli farai un grande dono.

Ricorda che il kefir è un latticino (per quanto leggero, poiché in parte pre-digerito): evita quindi di associarlo con cibi amidacei (patate, riso, …) o altre proteine animali. La difficoltà digestiva aumenterebbe troppo e così il livello di acidità, che potrebbe causare muco. Ricorda inoltre di bere più acqua del solito, perché l’effetto dei latticini è anche quello di disidratare il corpo, che è a sua volta un motivo di addensamento del muco.

E ora sei pronto? Cerca intorno a te qualcuno che possa darti i grani per cominciare a produrre in casa il tuo kefir quotidiano!

P.S.: se non conosci nessuno, puoi provare a chiedere sul nostro gruppo Facebook “Cura Te Stesso”!