Da anni l’American Dietetic Association (Ada) e l’American Academy of Pediatrics hanno riconosciuto la validità dello svezzamento vegetariano, affermando che un’alimentazione di questo tipo è in grado di soddisfare tutti i bisogni dell’organismo in crescita e consente di avere numerosi vantaggi futuri, come il minor rischio di obesità, di malattie coronariche e di ipertensione.

In particolare, nel luglio del 2009, l’American Dietetic Association ha pubblicato, nel ‘Journal of the American Dietetic Association’, un documento a cura di Winston Craig, professore e presidente del Dipartimento di nutrizione e benessere della Andrews University e consulente nutrizionale del Vegetarian Resource Group di Baltimora, che rappresenta la posizione ufficiale dell’associazione sulle diete vegetariane.

La conclusione dello studio è che, se ben bilanciata e pianificata, un’alimentazione di questo tipo (che include lacto-ovo-vegetariani, lacto-vegetariani e vegani) è salutare per adulti, donne in gravidanza, neonati, bambini e adolescenti, e contiene tutti i nutrienti di cui l’organismo necessita. Non solo. Può aiutare a prevenire e curare malattie croniche come le cardiopatie, il cancro, l’obesità e il diabete. L’articolo esamina i dati attuali relativi ai nutrienti chiave dei vegetariani, comprese le proteine, gli omega 3, gli acidi grassi, il ferro, lo zinco, lo iodio, il alcio e le vitamine D e B12, dimostrando che una dieta vegetariana è in grado di soddisfare le esigenze di tutti questi componenti e che in alcuni casi integratori o cibi fortificati possono essere usati per ottenere il giusto apporto quotidiano.

La pubblicazione è molto importante soprattutto se si pensa che negli Stati Uniti il numero di vegetariani è in forte crescita, come dimostrano i dati di un’indagine pubblicata dal mensile americano ‘Vegetarian Times’ che ha stimato in 7,3 milioni i vegetariani, ovvero il 3% circa dell’intera popolazione. Il testo è un valido aiuto per trovare nuovi argomenti e informazioni su quelle che sono le sostanze nutritive più importanti per i vegetariani, poiché si sofferma sulle differenti diete commisurate alle diverse età e, soprattutto, spiega in che modo questo tipo di alimentazione sia utile nella prevenzione e nel trattamento delle malattie croniche.

Per esempio, i livelli ematici di colesterolo di chi segue una dieta senza carne e pesce sono più bassi rispetto a quelli di chi sceglie un’alimentazione ‘onnivora’. Inoltre, i primi sono meno esposti alle malattie cardiache, hanno minori livelli di pressione sanguigna e una possibilità maggiore di ridurre il rischio di ipertensione e di diabete. «I vegetariani tendono ad avere un più basso indice di massa corporea. Le diete vegetariane contengono meno grassi saturi e colesterolo e hanno livelli più elevati di fibre alimentari, magnesio e potassio, vitamine C ed E, acido folico, carotenoidi, flavonoidi e altre sostanze fitochimiche.